L’Uncem lancia l’allarme: l’indice di vulnerabilità sociale e materiale è inutile e dannoso

Paglione, sindaco di Capracotta e presidente Uncem Molise: «Basta guerre tra poveri, servono strumenti che effettivamente aiutino la classificazione e individuino le necessità dei territori»

Un indice per “catalogare” i Comuni: si chiama Indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) e lo ha introdotto l’Istat, con l’obiettivo di fornire una misura sintetica del livello di vulnerabilità, sociale e materiale, dei comuni italiani.

Combinando sette indicatori elementari, che descrivono le principali dimensioni “materiali” e “sociali” della vulnerabilità (livello di istruzione, strutture familiari, condizioni abitative, partecipazione al mercato del lavoro e condizioni economiche), l’indice fornisce elementi per l’individuazione di potenziali aree di criticità e dovrebbe favorire i confronti sia tra i territori che nel tempo.

Questo almeno nelle intenzioni. Ma l’indicatore suscita alcune perplessità ed ha già scatenato un vivace dibattito.

Tra le voci maggiormente critiche, quella di Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, secondo cui si tratta, senza mezzi termini, di una classificazione assurda e dannosa, che ha già prodotto i primi danni, ad esempio per i finanziamenti della ‘Rigenerazione Urbana’, primo bando (e rischia di farli anche per il secondo bando) e nella scelta dei criteri per la ripartizione dei finanziamenti del Fondo Comuni marginali. Applicare l’ISVM anche per i bandi del PNRR, secondo Bussone, sarebbe dannoso due volte, perché si aumentano le disuguaglianze e si riduce la reale portata delle opportunità di finanziamento.

Insomma, per Bussone l’indice va accantonato, a vantaggio di una vera e seria valutazione nel merito dei progetti che vengono presentati dagli Enti.

«Io sono esattamente sulla stessa lunghezza d’onda» dice Candido Paglione, sindaco di Capracotta. Si tratta di un’assurda modalità scovata per classificare i comuni e, ancora una volta, metterli l’uno contro l’altro. Secondo l’IVSM, ad esempio, Capracotta, che ha subito e continua a subire un trend di spopolamento pazzesco, non viene considerato comune marginale e quindi non necessita di interventi di sostegno alla sua popolazione residente. E, come Capracotta, ci sono Pescopennataro, Vastogirardi, Pietrabbondante, tanto per rimanere in Alto Molise; mentre altri comuni, che hanno situazioni simili, se non più favorevoli, si trovano a beneficiare di importanti finanziamenti. Credo – conclude Paglione – che occorra rivedere con urgenza questi parametri, prima che possano diventare strumento di selezione per gli altri bandi del PNRR e adottare criteri che effettivamente aiutino a superare le criticità, senza scatenare inutili e dannose guerre tra poveri».