L’informatica nella scuola: i ragazzi 2.0

Di Alessandro Florio

Gli anni passano e la tecnologia non smette mai di stupirci. Da molto tempo ormai siamo in possesso con dispositivi come smartphone o tablet che utilizziamo nello svolgimento delle varie funzioni quotidiane. Talvolta però ci affidiamo solo a questi, abbandonando il vero significato della vita.

La nuova generazione è figlia di internet ed è per questo che la scuola sta cambiando e cerca di utilizzare sempre di più una didattica moderna. Secondo i dati del MIUR le classi iper tecnologiche o “2.0” sono all’incirca 2.361 .

L’uso dei tablet e delle L.I.M. garantiscono lezioni al passo con i tempi, rendendo la scuola in grado di adattarsi alle tendenze. Computer e altri dispositivi saranno gli strumenti di lavoro del futuro questo è chiaro, ma siamo veramente sicuri che l’uso di questi congegni, renderanno i ragazzi in grado di pensare liberamente o di affrontare un problema reale? Anche se assicurano un incremento della concentrazione e quindi maggiore produttività, eliminano la comunicazione rompendo i rapporti con le altre persone. Gli sms ci abituano a scrivere in un modo scorretto e quindi affrontare discorsi privi di sentimento.  Non tutti i problemi si possono risolvere con un click, e questo dobbiamo fissarlo bene in mente.

Internet e la tecnologia consente ai professori di accedere a materiale multimediale utile per integrare e rendere le lezioni più interessanti. Attirare l’attenzione dei ragazzi non è facile, per cui l’uso scorretto di questi porta ad una rottura del rapporto alunno-insegnante. Studiare sui libri fa bene, non solo per aumentare il sapere, ma per allenare il nostro cervello. Scrivere e colorare stimola la nostra creatività, al contrario delle funzioni di copia e incolla utilizzati con i computer. I ragazzi adorano la tecnologia e questo si sa, quindi l’impiego dei computer nella scuola è più che accettabile, l’importante è saper usare questi apparecchi con cautela, e di non abusarne, rinchiudendosi in un mondo tutto loro.