L’importanza degli under

GENNARO VENTRESCA

Mi piacerebbe tanto giocare al Fantacalcio. Per costruirmi una squadra che cominci con un “vero” portiere. Non capisco perchè, da quando c’è l’obbligo di utilizzare quattro “fuori quota”, quasi tutti i club si ostinano a mettere in porta il più giovane della squadra. Per la fattispecie, in piena fase di formazione fisica e acerbo tecnicamente. Insomma, uno dei meno affidabili.

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Tra i portieri prodigio Buffon ha portato la bandiera. Per trovare un altro esempio abbiamo dovuto aspettare l’esplosione di Donnarumma. In Spagna sbocciò Casillas. Aveva appena 18 anni quando indossò al Santiago Bernabeu per la prima volta la maglia di titolare. Che non avrebbe lasciato per una quindicina d’anni. A portargliela via è stato un improvviso scadimento di forma, e forse qualche problema fisico.

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Dipendesse da me, non mi affiderei a un fresco maggiorenne per tenere a bada i 7,32×2,44 metri di porta, più il vasto spazio dell’area di rigore. Molto meglio un giocatore scafato. Magari un quarantenne, disposto ad accontentarsi di poche migliaia di euro al mese. Fateci caso: la maggior parte dei gol che si subiscono in D sono figli di clamorosi sfondoni dei portieri. Prendete il Vastogirardi: ha subito la prima rete contro la capolista per una cappellata del giovane numero uno Ovidius che s’è portato la palla oltre la linea, dopo una comoda parata aerea. E ha beccato due reti evitabilissime, su altrettanti tiri partiti da fuori area.

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Continuando col Fantacalcio ricordo che Federico Fellini  da grande sognava di fare l’aggettivo. Io, svanito il sogno di  essere il 10 titolare rossoblù, ho ipotizzato di fare il diesse, più che l’allenatore. Mettendomi subito all’opera per scovare i quattro “fuori quota”. O meglio, gli otto “fuori quota”, mettendoci per ognuno almeno una degna riserva.

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La maggior parte degli operatori di mercato, invece, rincorre i “nomi” e solo dopo si concentra sugli altri quattro undicesimi della formazione base. Solo chi si avvale di ragazzi veramente in gamba può aspirare a puntare in alto. Con l’Adelmo avevamo under più forti dei senior: Mezzacapo, Moretti, Piccioni, Camorani, Di Deo, Cariello, Galantucci e qualche altro di cui mi sfugge il nome.

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Tutta gente che avrebbe fatta una decorosa carriera, con i picchi più alti raggiunti da Camorani e Cariello approdati in A, e Moretti e Di Deo in B. Largo ai giovani. Purchè siano veramente in gamba. Sta proprio qui il difficile. Portare a casa Jonathan e Danilo Alessandro è facile come sorseggiare un caffè. Basta avere un po’ di soldi e via. Coi ragazzi, invece, ci vuole fiuto.

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Non voglio affatto sminuire il valore dei baby che sono stati assegnati a Cudini. Ma credo che De Angelis e Mandragora avrebbero potuto e dovuto fare molto meglio. Cominciando dal portiere. In futuro, stiano più attenti. Senza dimenticare che Fellini, da grande, sognava di fare l’aggettivo.

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