L’Immacolata, la nuova Eva madre dei viventi in Cristo

La solennità di oggi ha origini antiche, fin dal VIII secolo veniva celebrata nella chiesa orientale mentre da noi la ricorrenza è stata istituita da Papa Sisto IV, nel 1484.  Ma solo con Pio IX, attraverso la costituzione Apostolica Ineffabilis Deus del 1854 viene proclamato il Dogma dell’Immacolata Concezione: “…dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia  e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di  fin dal primo istante del suo concepimento, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certa ed immutabile per tutti i fedeli”. 

«Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno (Gen 3, 15)”.

Queste poche righe, che i teologi definiscono il “protovangelo”, illuminate dalla Rivelazione donataci da Cristo, sono la porta al grande mistero che la Chiesa contempla nella solennità dell’Immacolata. Eva, subito dopo la caduta, ha ricevuto l’annuncio della redenzione, ciò avverrà proprio attraverso una donna che , accogliendo il progetto propostole da Dio, ci donerà la stirpe che schiaccerà la testa dell’antico serpente, il nemico del genere umano e l’autore della morte.

Il nome “Eva” viene dall’Ebraico “Hauuáh” o “Héva” e significa ‘madre dei viventi. Se l’antica madre ha partorito l’uomo nella carne, la nuova, accogliendo e donandoci il Cristo, ci offrirà la possibilità di essere ri-generati nello Spirito. Maria è così la Madre dei viventi in Cristo. 

A questo proposito Sant’Ireneo, nel suo Adversus Ereses, ci da una testimonianza importante: “Era conveniente e giusto che Adamo fosse ricapitolato in Cristo, affinché la morte fosse assorbita nell’immortalità e che Eva fosse ricapitolata in Maria, affinché la Vergine, divenuta avvocata di un’altra vergine, potesse annullare e distruggere, con la sua verginale obbedienza, la disobbedienza verginale”

Dalla caduta, tutta la storia ha atteso la donna che avrebbe dato luce Il primogenito di questa  nuova “stirpe”: Gesù, vero uomo e vero Dio, una sola persona in due nature separate e distinte. Suoi fratelli e sorelle saranno tutti coloro che come Maria, la Theotokos, ascolteranno e metteranno in pratica la sua Parola. Questo sarà il nuovo Israele che, secondo le profezia, vincerà la buona battaglia, non più un popolo legato a razza o appartenenza politica, ma formato da tutti coloro che aderiscono al progetto di salvezza proposto da Dio.

Maria, come rivela essa stessa a Bernadette, durante le apparizioni di Lurdes (1858) è l’ Immacolata Concezione, lo scrigno puro e incorrotto e ricolmo di Grazia che è stata resa degna di essere la Madre di Dio. Lei è senza peccato originale, cioè, a differenza di tutti noi, non aveva quella ferita che ciascuno si porta dietro e che ci fa essere tanto vulnerabili nella nostra condotta morale. 

Non poteva esserci un nuovo Adamo senza una nuova Eva, non poteva nascere un nuovo uomo senza che venisse al mondo una nuova donna: il nuovo Israele aveva bisogno di due nuovi capostipiti che, nell’umanità e nella immunità dal peccato originale, si equivalessero.

Non è stato facile giungere ad affermare il dogma dell’Immacolata Concezione, il duro dibattito teologico è durato secoli! Fu grazie alla intuizione del Beato Duns Scoto, frate minore e grande teologo medioevale, che si è potuta formulare una tesi sufficientemente forte da poter diventare la base per la definizione del Dogma: “Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale”.  

Prima della sua stessa concezione, dall’eternità senza tempo abitata dal Verbo, Maria è stata preservata dall’antica ferita del peccato originale, così da poter essere a degna Arca della nuova Alleanza, non più fatta da mani d’uomo, ma da Dio stesso.

Nonostante questo smisurato vantaggio le prove che ha dovuto superare sono state proporzionate ad i suoi doni, prove per la gran parte rimaste segrete e di cui abbiamo solo pochi cenni nelle fonti del Nuovo Testamento. Tuttavia, di questa sua speciale natura, del suo essere svincolata dal potere della morte (diretta conseguenza del peccato originale) abbiamo la testimonianza nelle sue diverse apparizioni che, da secoli, accompagnano la storia della Chiesa: con esse Lei sembra volerci dire: “Figli miei io cammino fra di voi e soffro delle vostre sofferenze, vi accompagno nel percorso della vostra vita, per spronarvi ad ascoltare la Sua voce ed insegnarvi ad accogliere questa gloria di cui partecipo”.

La solennità dell’Immacolata torna anche quest’anno e porta con se quell’atmosfera di un Natale che si fa sempre più vicino, viviamo questa festa con la profondità e il rispetto che essa merita.

Felice Solennità dell’Immacolata Concezione 

Fra Umberto Panipucci.

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