Liceo Classico “Pagano”: perfetto connubio fra passato, presente e futuro

GIUSEPPE CAROZZA

Campobasso. È in pieno svolgimento da parte dei genitori – e lo sarà fino al prossimo 30 gennaio – la consueta fase di iscrizione dei propri figli alle prime classi in vista del prossimo anno scolastico 2023-’24. Se, evidentemente, la cosa in sé non mostra nulla di rilevante o di strano per quanto concerne il primo ciclo del percorso di studi dei nostri alunni, acquista al contrario un valore significativo in relazione alle scelte che si determinano circa le opzioni operate dalle famiglie dei discenti per ciò che concerne le scuole superiori. È sotto gli occhi di tutti ormai come la presenza della cultura classica nel nostro Paese e, di conseguenza, anche nella nostra piccola realtà regionale, viva una sorta di “crisi” esistenziale sotto l’incalzare possente e mediaticamente convincente (stando almeno agli immancabili sondaggi che riempiono sempre più le nostre giornate) di quella scuola di pensiero che ritiene la tecnologia e la conseguente tecnocrazia come le uniche ed indiscutibili forme di sapere del nostro tempo. Confesso subito, a tale riguardo, di trovare molto urticante la questione della inutilità della cultura classica che, come si notava in precedenza, puntualmente  rispunta con sempre rinnovata vis polemica e malcelato intento provocatorio. Il dato più avvilente della mai  sopita querelle tra appassionati sostenitori del mondo classico e i suoi caustici detrattori, fieri paladini del primato di una non meglio definita modernità, non è tanto che essa continui ad esistere, quanto che trovi la sua privilegiata espressione proprio nel nostro Paese, che a quella cultura antica ha offerto anche lo sviluppo. L’entusiasmo con cui persino popoli culturalmente e geograficamente lontani dal nostro esplorano la cultura classica (non è forse sorprendente che una radio finlandese trasmetta ai nostri giorni un notiziario in latino?) acuisce lo sdegno di fronte all’ostinata resistenza di chi, nel nostro Paese e nella nostra regione, si sottrae volontariamente alla gratificante fatica di un cammino a ritroso, ritenendolo solo un’inutile perdita di tempo.

Chi nega valore al passato, in nome di una sterile supremazia del presente tout court, è affetto da una grave miopia intellettuale contro cui suonano quanto mai efficaci le parole di Oscar Wilde: “Colui al quale il presente è la sola cosa presente, non conosce nulla dell’età in cui vive” (Intenzioni, 1891). Mordace come sempre il fine scrittore irlandese e forse non sarà un caso che fosse un profondo estimatore e un raffinato conoscitore della cultura classica. In effetti, solo liberando il campo dalle facili banalizzazioni potremo cogliere la sostanza del mondo antico, tanto più preziosa quanto più distante da ogni forma sia di ammuffito passatismo sia di forzata e anacronistica riproposizione di modelli culturali oramai decaduti. “L’antichità è un fecondo interlocutore permanente”, secondo l’incisiva definizione del professor Luciano Canfora, che da quell’antichità ha sempre tratto fasci di luce potenti con cui rischiarare e dunque interpretare il presente. La cultura classica costituisce pertanto le radici dell’uomo moderno, ne pervade la coscienza, ne condiziona anche inconsapevolmente il pensiero: ignorare quelle radici o addirittura reciderle, annullando gli strati sedimentati di una memoria secolare, significa esporre la società moderna ad un pericoloso stato di disorientamento pari a quello in cui si troverebbe un individuo che venisse improvvisamente privato dei suoi ricordi.

Partendo da queste premesse, ci si chiederà allora quale sia il significato attuale di una scuola come il Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso, che di quella cultura antica è uno dei più importanti depositari e veicoli di diffusione a livello provinciale, ragionale e persìno nazionale, considerando la stima e il profondo rispetto in cui da anni è tenuto grazie non solo alla qualità del suo corpo docente, ma anche dei brillanti riconoscimenti acquisiti dai suoi allievi e nei vari certamina a carattere poetico – narrativo e nelle stesse competizioni a carattere scientifico e matematico, a dimostrazione di come in questo luogo di cultura non siano solo le discipline umanistiche a farla da padrone, ma stiano trovando sempre più posto anche percorsi a carattere matematico, scientifico e tecnologico. In tale ottica, ecco allora che il Classico di via Scardocchia intende proporsi, con umiltà ma allo stesso tempo con profonda convinzione, come una scuola coraggiosa, perché osa andare – allo stesso tempo – controcorrente ribellandosi ai diktat delle convenzioni e delle mode effimere ma, ugualmente, sapendosi integrare alla perfezione con quelle che sono le nuove frontiere della verità e della ricerca. In una società che sembra avere nel profitto e nella velocità i suoi nuovi miti, ecco che il Classico “Pagano” di Campobasso cerca, sulla scia di una bicentenaria tradizione, di proporre valori antichi, ma sempre attuali, svincolati da ogni logica di pragmatica e immediata utilità. Il presente non basta, come suona il titolo del fortunato e illuminante libro di Ivano Dionigi del 2016. In una società che parcellizza il sapere in specializzazioni sempre più ristrette, ecco che anche il “nostro” Liceo classico campobassano celebra l’unità profonda di una cultura che è matrice di tutte le discipline. Irretiti come siamo dalla rigidità settoriale con cui la cultura moderna innalza steccati divisori tra i vari campi del sapere, spesso perdiamo di vista un dato importante: la geometria, la matematica, la medicina, le scienze naturali, l’astronomia, la fisica hanno il loro punto d’inizio nel mondo antico, tanto quanto ce l’hanno la letteratura, il diritto, la storiografia, l’architettura, le arti figurative; esse sono in fondo le diverse prospettive di una stessa filosophia, intesa nella sua etimologica accezione di “amore per il sapere”. Le lingue classiche pertanto, viste anche nel loro apparentemente arido nozionismo grammaticale, non sono un lusso che riguarda pochi eletti che si aggirano in una foresta di simboli indecifrabili: tutt’altro, esse sono anzi un mirabile strumento democraticamente offerto a molti per svelare antiche verità ed elaborare moderne connessioni. Se letta e declinata in questi termini, la mission o – più italianamente – la finalità del liceo Pagano, lungi dal ritenersi esaurita, può considerarsi in una perenne fase di (ri)partenza.