L’FCA punta al futuro, in cantiere la nuova 500 elettrica

Si attendono sviluppi positivi anche per lo stabilimento di Termoli

Della Valle

REDAZIONE TERMOLI

Si attendono sviluppi positivi anche per lo stabilimento di Termoli a seguito della notizia dell’inaugurazione della linea della produzione della Fiat 500 elettrica a Mirafiori. «E’  un segnale importante che il piano industriale di FCA procede secondo quanto  illustrato alle organizzazioni sindacali dall’amministratore delegato Michael  Manley a novembre 2018. Dei 5 miliardi complessivi del piano industriale per  l’Italia, l’investimento sulla 500 elettrica ammonterà a 700 milioni di euro; la sua  produzione, prevista per il secondo trimestre 2020, impiegherà 1.200 persone per  una potenzialità di 80.000 veicoli l’anno”. Lo dichiarano Gianluca Ficco,  segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Dario Basso, segretario  generale della Uilm di Torino, dopo aver partecipato a Mirafiori all’evento di  inaugurazione del primo robot della nuova linea della Fiat 500 BEV, a cui ha  preso parte il COO EMEA Pietro Gorlier.  “Per saturare i quasi cinquemila lavoratori del polo produttivo torinese del lusso,  vale a dire delle Carrozzerie di Mirafiori e dell’Agap di Grugliasco, occorreranno – proseguono Ficco e Basso – anche altre iniziative, come il lancio delle versioni  hybrid delle Maserati; nondimeno l’avvio della produzione della 500 elettrica  rappresenta un evento molto positivo non solo per Torino, ma per tutta  l’industria dell’auto italiana, anche perché dimostra che FCA procede sulla via  della elettrificazione. Oggi il segmento dell’elettrico è una nicchia, ma nei  prossimi anni diverrà secondo tutte le previsioni assolutamente decisivo, di  conseguenza elettrificando la sua gamma FCA dimostra di guardare al futuro.  Ancora una volta Mirafiori può fare la storia dell’industria automobilistica  italiana”.  “Con questa operazione, che segue l’annuncio della Jeep Compass a Melfi, FCA –  concludono Ficco e Basso – mostra i muscoli e fa capire che l’interruzione delle  trattative di fusione con Renault non ha in alcun modo intaccato la sua  strategia».

Della Valle

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