Lettera al ministro della Salute e al ministro della Pubblica Istruzione

La segreteria regionale Fismu Molise condivide appieno il documento nazionale inviato al Ministro e ai Presidenti regionali e metterà in atto tutte le azioni a livello locale per ottimizzare le cure primarie e ridare la giusta importanza alla medicina territoriale in piena collaborazione con quella specialistica e ospedaliera.

“Al Ministro della Salute, Roberto Speranza Ai Presidenti delle Regioni

Per conoscenza al ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina

Onorevole ministro, gentili presidenti,
la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-FISMU (sigla sindacale rappresentativa tanto nell’area della convenzionata affiliata a Cisl Medici, sia in quella della dirigenza nella Federazione Italiana Veterinari e Medici-FVM) è stata la prima organizzazione già a giugno a chiedere un potenziamento della medicina del territorio inserendo nuovo personale all’area contrattuale della cosiddetta ‘medicina dei servizi’, ora sostanzialmente in disarmo. L’obiettivo è doppio: da un lato rafforzare tutti quei settori come la medicina scolastica, l’epidemiologia, la prevenzione e le campagne di vaccinazione anche per contrastare la diffusione del Covid19, dall’altro sgravare le cure primarie, l’emergenza-urgenza e l’ospedali di compiti im- propri in questa situazione emergenziale.
Allo stesso tempo, dare una risposta al problema del precariato, risolvendo così anche i problemi causati negli anni scorsi dall’imbuto formativo e immettendo oltre 10.000 giovani (e non solo) medici nel SSN, dopo anni di tagli lineari alla nostra sanità pubblica.
Tutti temi che sappiamo essere presenti nell’agenda politica dell’attuale ministero.
Ciò detto, gli sforzi che si stanno facendo in alcune regioni per potenziare la medicina scolastica in vista della riapertura delle scuole è a volte incerto e contraddittorio, già nei bandi che sono stati emanati per le assunzioni.
Come Fismu chiediamo un intervento centrale che faccia da cornice a questa campagna: non nuovi accordi di lavoro che producono più precarietà ma la pubblicazione di ore carenti anche a tempo determinato per l’assunzione dei medici scola- stici che svolgano i compiti di sorveglianza attiva e prevenzione della diffusione del covid19 nelle scuole di ogni ordine e grado.
Tutto ciò applicando i criteri previsti dall’Accordo Collettivo Nazionale (o convenzione) per la medicina dei servizi come si è fatto per l’istituzione delle USCA”.