L’età dell’innocenza

GENNARO VENTRESCA

Col suo corpo esuberante, Big Gino, al secolo Luigi Di Bartolomeo, lanciò un anatema, in occasione di una delle più feroci nevicate che Campobasso ricordi. “Steteve a la casa”, pare fosse uscito uscito dalla sua bocca. O, invece no, lo slogan sembra vada attribuito a Paolo Mastrangelo, già operatore di ripresa, durante la mia direzione a TRC. Fu proprio lui, con una clip diventata virale su Google, a lanciare lo slogan. Che ha dato “l’immortalità” a un sindaco tra i meno rimpianti, se non per la simpatia.

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Al tempo del Coronavirus, il sindaco di Termoli, Roberti, senza timore di smentite, dopo averle provate tutte, ha fatto il verso a Big Gino, o se volete, al suo felice imitatore, il già citato Paolo Mastrangelo. Come conferma il “Restate a casa” rivolto ai suoi concittadini, che equivale, in lingua di Dante, a “Steteve a la casa”.  Giunti al collasso, ogni strada sembra buona per sfuggire al contagio. Anche imprigionare la palla. E sperare che aprile, il mese del risveglio della natura, segni il cambio del copione.

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Medici, infermieri, tecnici, poliziotti, e altre innumerevoli figure si stanno dannando per riportare il Paese e, nel suo piccolo, la nostra minuscola regione, alla normalità. Dal Palazzo è arrivato l’ordine di fermare il mondo dei calci d’angolo. Compreso il nostro, che tiene accesi i cuori della gente semplice di provincia che aspetta la domenica, per scaricare tensioni e sventolare la propria bandiera.

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Conti alla mano, salvo complicazioni, il campionato va in vacanza. Una vacanza forzata di cui nessuno sentiva il bisogno. Meno di tutti la nostra formazione che, a vele spiegate stava conquistando la vetta, occupata in solitudine dal Matelica. Un Matelica che a differenza delle ultime stagioni, sembra intenzionato a non ripetere gli scivoloni del passato. Un Matelica che il popolo rossoblù spera sbandi, in modo da poterlo superare. Allo spareggio sarebbe più gustoso, come nasconderlo.

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Ancora è viva nelle nostre menti la polposa carovana di tifosi alle porte di Firenze, in cui i nostri ragazzi, guidati da Farina, andarono a conquistare la Coppitalia nazionale di Eccellenza. La finale venne trasmessa in diretta dalla Rai, per la gioia non solo di chi rimase a casa, ma soprattutto degli “esiliati rossoblù” che aspettano ogni piccola scintilla per prendersi una piccola soddisfazione.

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Allo stato dell’arte, qui nel Molise, siamo ancora all’età dell’innocenza. In tutti gli ambiti aspettiamo il riscatto. A volte basta un nonnulla per riempirci il cuore di gioia. Ma ora, mi chiedo: come bisognerà riempirle queste tre settimane fatte di niente? Toccherà studiare alla svelta una strategia per conservare lo smalto degli ultimi mesi. Sperando basti per superare Matelica e Notaresco.

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