L’emigrazione nella storia

di Natalia Ruggi

Tra i fenomeni che si sono succeduti da sempre nel corso della storia, uno dei più importanti è senz’altro l’emigrazione. Le ragioni per cui le persone vanno all’estero sono: la religione, la politica, ma quello più evidente è legato alla situazione economica.
Se ci pensiamo bene l’uomo era solito spostarsi dai primi anni della sua esistenza per le migliori condizioni di vita che un altro paese gli poteva offrire. Ragionandoci sù sono è la stessa motivazione per cui si muove oggigiorno. In particolare il benessere è legato a stabilità monetaria e lavoro.
La presenza di numerosi stranieri, in vari paesi del mondo, è dovuto soprattutto a questi fattori; secondo alcune indagini apportate nel secolo scorso, molti paesi extra-europei ricchi di sostanze naturali, hanno incoraggiato la migrazione di alcuni popoli.
L’Italia è la prima regione che ha riscontrato questo fattore di grande rilevanza.
“Il sole 24 ore” del gennaio 1999 ci informa che gli extracomunitari presenti nel nostro territorio, tra regolari e irregolari, sono poco più di 1.240.000 ossia il 2% della popolazione presente in Italia e di questi 563.000 circa il 45% sono lavoratori legali, i restanti sono clandestini o disoccupati. Questi dati sono allarmanti se consideriamo che il 65% delle rimanenti persone per sopravvivere deve lavorare in nero o, peggio ancora deve dedicarsi ad azioni ancora più illecite, come spaccio di stupefacenti, induzione alla prostituzione,ecc.