Le mamme italiane sono stressate?

Secondo l’ultima ricerca svolta da Sitly, piattaforma specializzata nella messa in contatto tra genitori e babysitter, il 72% delle mamme intervistate in Italia sostiene che la conciliazione tra lavoro e famiglia sia possibile, ma non è semplice. L’80% delle donne che hanno risposto al questionario ritiene che sarebbe la flessibilità dell’orario di lavoro (che l’home working garantisce) il primo aiuto contro il loro stress.

Ci sono però ricerche a livello internazionali che sostengono che né il lavoro da casa né quello flessibile abbiano effetti benefici sui livelli di stress delle mamme lavoratrici: la diminuzione dello stress, da questi studi, è da correlare soprattutto al numero di ore lavorative, oltre che alla possibilità di godere di aiuti esterni, al supporto del partner, al numero dei figli da accudire.

Un altro elemento riconosciuto dalle intervistate da Sitly come di grande aiuto è il poter contare su un supporto. Può essere il partner, ma più realisticamente i nonni. Per le famiglie che non hanno la fortuna di poter contare su di loro, ecco che vengono in aiuto le persone alla ricerca di un lavoro come babysitter . Ciò che viene apprezzato maggiormente dalle famiglie di questa collaborazione è la grande flessibilità, la possibilità di intervenire anche in momenti di emergenza come una febbre di prima mattina, l’opportunità – magari chiamando una babysitter madrelingua straniera – di unire all’accudimento un momento formativo per i bambini che si trovano così ad interagire con una persona vicina in una lingua diversa dalla propria; il fatto di poter affidare alla babysitter incarichi come il fare da taxista alle varie attività extrascolastiche.

Proprio per questi motivi la babysitter è considerata una risoluzione allo stress, o almeno un fattore di sostegno che alleggerisca i compiti di una madre nella sua quotidianità.