Le case del futuro sono fatte di canapa?

di Marianna Meffe

Breve storia della canapa

Benché si potrebbe ritenere che la pianta della canapa non abbia certo bisogno di presentazioni, in realtà essa viene ancora prepotentemente relegata soltanto al suo utilizzo più “popolare”. Sarebbe forse il caso di fare nuovamente la sua conoscenza.

La canapa è infatti una pianta dal potenziale pressoché illimitato: prima che le leggi proibizionistiche legate ai suoi effetti psicotropi prendessero piede e che l’industria petrolchimica fosse così progredita, la canapa veniva utilizzata in tutto il mondo per la produzione di tessuti, corde, medicinali e anche zuppe e decotti.

Se la sua storia comincia in Cina, dove troviamo riferimenti a colture risalenti al 2700ac, fu con i Greci e i Romani che essa debuttò anche in Occidente fino a conoscere il il suo periodo di massima diffusione durante il Medioevo, quando l’Italia era, strano a dirsi, uno dei maggiori produttori.

Questa pianta è talmente versatile che addirittura, nel 1934, Henry Ford presentò un prototipo di automobile costruita interamente in canapa: persino il carburante era ricavato dalla fermentazione del fusto di questa pianta prodigiosa.

Un materiale sostenibile

E se la storia ufficiale l’ha poi condannata a un lento declino e a una vita in sordina, oggi la canapa sta tornando a far parlare di sé in quanto uno dei più promettenti materiali in termini di sostenibilità ambientale.

Infatti, non ha bisogno di pesticidi, ha un consumo idrico molto basso ed è in grado di pulire e rimineralizzare il terreno rilasciando azoto dalle radici.

I suoi utilizzi nella BioEdilizia

Dalla sua lavorazione si ottengono tre sottoprodotti principali: fibre lunghe e corte (usate per tessuti e carta), semi (industria alimentare o biodiesel) e canapulo.

Ed è proprio con il canapulo, prodotto di scorta della lavorazione delle fibre, che viene creato dell’ottimo materiale isolante, adatto a sostituire i poco green pannelli isolanti di polietilene.  La canapa è ottima a questo scopo perché, oltre ad essere un ottimo isolante termo-acustico, può trattenere il carbonio e ridurre le emissioni di sostante nocive.

Inoltre, combinando il canapulo con un legante di calce e acqua, si ottiene un biocomposito che, grazie anche alle sue proprietà igroscopiche( di assorbimento dell’umidità), può essere utilizzato per la costruzione di muri, pannelli e intonaci, che saranno in grado di assorbire l’acqua dall’aria circostante e poi rilasciarla tramite evaporazione. In più,la CO2 generata nei processi produttivi è infinitamente minore di quella necessaria per i cementi più comuni.

Ma la ricerca non si ferma e al fine di esplorare tutte le strade percorribili, si sta studiando anche la produzione di vernici di canapa, pannelli con legno di canapa e persino bioplastiche in canapa!

Insomma, la possibilità che in futuro potremmo abitare in una casa interamente costruita di canapa e, perché no, girare con un’auto sul modello di quella di Ford , non è così lontana!