L’Arciabate di San Vincenzo al Volturno: «Intensificare la preghiera e reagire alla paura»

SAN VINCENZO AL VOLTURNO. In questo momento, pieno di ansie per il presente e per il futuro, l’Arciabate e Ordinario di Montecassino e San Vincenzo al Volturno, Dom Donato Ogliari O.S.B., ha inteso inviare un messaggio di vicinanza a tutti gli abitanti dei Comuni della “Terra Sancti Vincenti”. E’, questa, la testimonianza dell’amore col quale viene ricambiato l’affettuoso attaccamento che gli altovolturnesi, ormai da più di 1000 anni, continuano a manifestare nei confronti dell’Abbazia che ebbe a dare la vita a tutti i Borghi della Valle.

«La mancanza di celebrazioni liturgiche, in particolare della S. Messa, nell’Abbazia di S. Vincenzo al Volturno, a motivo del Covid-19, ci pone, anche come credenti, di fronte alla necessità di affrontare questo tempo di emergenza nel modo migliore. Come? Innanzitutto, intensificando la preghiera, in particolare per i malati e gli operatori sanitari che si stanno prodigando ammirevolmente per affrontare questa grave emergenza sanitaria, ma anche per quanti non ce l’hanno fatta e per le loro famiglie provate dal dolore. La preghiera è il primo mezzo che ci permette di sentirci uniti a tutti, nessuno escluso. Ci conforti il sapere che la Comunità monastica che vive a S. Vincenzo continua a far salire la sua lode incessante al Signore e, attraverso di essa, continua a farsi carico dello smarrimento e della sofferenza che la nostra Italia e il mondo intero stanno vivendo.

In secondo luogo, bisogna reagire alla paura e a quel senso di “sospensione” e di “vuoto” che si è venuto a creare. Sono, infatti, venute meno molte nostre abitudini, e molte occasioni di vivere concretamente la “prossimità” con gli altri.

 E tuttavia, è importante percepire che il necessario “isolamento” imposto dalle circostanze comporta sì una “separazione fisica”, ma non una “separazione spirituale”. Il senso di appartenenza alla comunità cristiana (ma anche civile), il desiderio di continuare a sentirci uniti e solidali gli uni verso gli altri deve assolutamente prevalere sul rischio di lasciarci prendere dal disinteresse e dell’indifferenza. E qui il pensiero corre soprattutto alle persone più deboli, fragili, bisognose di aiuto. Pur con le precauzioni del caso e nel rispetto delle restrizioni imposte da questa emergenza, ci guidi il pensiero che la carità non va mai in quarantena. Essa sa sempre organizzarsi in modo creativo! Responsabile, certo, ma non meno creativo.

In terzo luogo invito a riscoprire la nostra casa non semplicemente come il luogo nel quale abitiamo, ma soprattutto come lo spazio nel quale rafforzare gli affetti, incrementare le occasioni di confronto, di dialogo e di condivisione; nel quale darsi a una lettura istruttiva, o esplorare la positività del silenzio, del raccoglimento, della preghiera, alimentando quest’ultima a un testo del Vangelo.

Infine, con coloro che credono – ma anche con quanti dicono di non credere – vorrei condividere la mia certezza che Dio è sempre al nostro fianco. Il suo sorriso non si è spento. Il suo amore è sempre all’opera e continua ad avvolgerci e a sostenerci, anche e soprattutto in questo momento di prova.

Guardiamo avanti con fiducia e speranza, con l’auspicio che da questa prova ne usciremo migliori! Su tutti invoco il patrocinio di Ss. Benedetto e Scolastica, di S. Vincenzo e dei Ss. Martiri Volturnensi!».