‘L’Africa nel cuore’, il libro di Suor Elvira Tutolo una finestra aperta sul ‘continente nero’

Si intitola ‘L’Africa nel cuore’ il libro di suor Elvira Tutolo dell’autrice giornalista Antonella Salvatore. A presentarlo questa mattina, 22 ottobre, nella sala dell’Episcopio a Termoli c’erano l’autrice, il vescovo De Luca, la sorella di suor Elvira, Rosaria Tutolo e l’assessore alla Cultura, Michele Barile. Il volume, che verrà presentato al pubblico domenica 25 ottobre alle 17.30, nella sala del cinema Sant’Antonio di Termoli nel rispetto della normativa Covid è edito dalla casa editrice Albatros e tutto il ricavato andrà a suor Elvira per aiutarla materialmente nelle sua ‘missione umanitaria’.  «Lei appartiene all’Africa e l’Africa appartiene a lei», ha commentato con estrema cura il vescovo Gianfranco De Luca che ha parlato dell’azione di suor Elvira come qualcosa di preziosissimo, ma anche di audace e rischioso. «Il pericolo non è una sfida per suor Elvira è il servizio che conta, quello si che è la sfida, il servizio. Questo personaggio è un invito per le giovani generazioni di Termoli e soprattutto per le ragazze». A prendere poi la parola è stato l’assessore alla Cultura al comune di Termoli, Michele Barile: «Suor Elvira deve essere d’esempio coni suoi 25 anni di missione in Africa». A raccontare da vicino le passioni e i tumulti, gli stati d’animo e la felicità è stata la sorella Rosaria. «Questo libro rappresenta un qualcosa che resterà nel tempo, una testimonianza forte. Ho abbastanza sofferto quando lei ha deciso di farsi suore e di intraprendere questa missione in Africa. Come in questi giorni di 30 anni fa l’accompagnavamo all’aeroporto. L’Africa all’epoca era un tabù. I primi tempi non avevamo comunicazione e sono passati tanti mesi prima di poterla sentire. Oggi è diverso. Ora la sento anche più volte al giorno con i nuovi sistemi di comunicazione». E’ stata poi l’autrice e giornalista termolese, Antonella Salvatore, a raccontare come il libro è nato. «Ho conosciuto la storia di suor Elvira per strada. Sono venuta a conoscenza di questo impegno e subito sono corsa nella sua abitazione a Termoli chiedendo di essere messa in contatto con lei. Dopo diverse interviste ho iniziato ad avere molto materiale che non poteva restare chiuso in un cassetto. Da qui l’idea di mettere insieme tutte le storie e unirle in una pubblicazione. Si è trattato di un lavoro durato 3 anni e iniziato nel 2017. Io come giornalista ho voluto dare voce a tutta questa realtà e molte sono le storie raccontate proprio dai ragazzini che Suor Elvira ha ‘strappato’ alla strada. Il libro è una finestra aperta su quello che accade nell’Africa centrale ogni giorno. La storia di Suor Elvira è una storia forte che doveva essere raccontata».