La Scuola ed il cantiere

di Sergio Genovese

La stampa cittadina ha dato risalto con una certa enfasi all’abbattimento del vecchio Liceo Scientifico in Via Scardocchia. Quando si ricostruisce qualcosa per la comunità è sempre un evento da apprezzare e condividere tuttavia nessuno si è chiesto se la tempistica non fosse stata individuata in un contesto sfavorevole.  Molti ignorano che a cinque metri cinque, dall’edificio da abbattere, vive per ospitare ragazzi, docenti e personale Ata, una scuola: il Liceo Artistico. Con l’animo di chi non vuole affidarsi al cattivo incedere pre determinato e speculativo, senza pre giudizi di malafede taroccati, l’opinione pubblica ma pure i tecnici dell’Amministrazione Provinciale, quelli della ditta esecutrice dei lavori e chi è deputato a gestire la Scuola, è strano non si siano posti il problema. La fase di demolizione, quella senza dubbio, gravemente impattante, doveva essere scelta in un periodo in cui le Scuole non svolgono servizio. Come è possibile giustificare una iniziativa del genere? In un periodo in cui la situazione sanitaria è già fiaccata dalla pandemia che solo i nostri proselitismi di energia psicotica vedono sfumati, ai residenti del Liceo Artistico, per alcuni mesi, regaleremo un effetto inebriante per mettere nei polmoni un po’ di cemento triturato e nei timpani il melodioso suono delle ruspe. Tutto questo mentre si fa Scuola! Non mi sembra un comportamento da poter condividere. Mancando a chi scrive non il pathos civico che forse manca in tanti ma la competenza scientifica per poter avere certezze in merito, sarebbe il caso che le strutture sanitarie preposte, si accollassero, urgentemente, l’onere di fare i controlli di rito.  Ai Campobassani che non conoscono la zona voglio rassicurarli che quando ho affermato che a cinque metri dall’edificio da demolire si erge una Scuola funzionante, non mi sono affidato alla iperbole della esagerazione. I metri sono proprio quelli. Dunque viva la nuova costruzione ma l’eccesso di entusiasmo non ci faccia dimenticare l’obbligo di protezione che una Amministrazione seria ed una Società civile devono sempre assicurare senza farsi trascinare dalla baldanza di un evento che meriterebbe un ragionamento più ampio e meno improvvisato. i ritardi della burocrazia italiana non li possono pagare coloro che hanno il diritto di andare in aule dove non ci sono rischi per la propria salute, di nessun genere. Chi ha la responsabilità di proteggere certi principi sociali, per una volta tanto non si affidi alla sciatteria dell’improvvisare.