La Scuola che va indietro: chiusa la radio web dei ragazzi

Al liceo classico Mario Pagano di Campobasso era entrata in funzione da tre anni con una redazione di tutto riguardo che curava rubriche, Gr e conduceva inchieste

di Sergio Genovese

Al Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso ,da tre anni ,sia pure condizionati dal Covid, era entrata in funzione una radio web, con una redazione di tutto riguardo che curava rubriche, gr e conduceva inchieste. La passione di alcuni docenti referenti mai retribuiti e le entrate di alcuni sponsor ,rendevano la vita sicura alla radio che annunciava proseliti di rilievo. La scuola che produce, è scritto anche sulle mura delle Chiese, è quella che agevola la creatività degli studenti, che consente loro di acquisire competenze immediatamente spendibili, che li distacchi dal mondo delle conoscenze che se non contestualizzate restano simulacri imbevuti di teoria utili  per gli incontri da salotti veneziani e non per farti superare un colloquio di lavoro. La radio rappresentava per quei ragazzi, una occasione magnifica per stare da quest’altra parte della sponda. L’idea annunciava  miglioramenti della formazione tecnologica, della dizione, della conoscenza della vita di ogni giorno da cui apprendere vizi e virtù, risorse e debolezze.

Come sostenevano i ragazzi, stare con un microfono davanti alla bocca  e le cuffie incollate alle  orecchie significava sentirsi più sicuri tenendo aperta una finestra sul mondo. Difronte a questi assunti autentici, non costruiti dalla retorica dei retroscena e dei retropensieri, c’è stato chi con un colpo di spugna ha  mortificato centinaia di ore di riunioni, corsi di formazione, paure, incoraggiamenti, entusiasmo, insuccessi e successi. Tutti  ingredienti che servono per la vita dei ragazzi che con la radio si sentivano protagonisti per rinforzare il senso di appartenenza. Gli incontri pomeridiani servivano per conoscersi meglio e per fare nascere anche nuovi amori come è successo. L’immagine rappresentata è il meglio di quello che può esprimere una comunità educante, la realizzazione, nitida, di una Scuola che aiuta i suoi studenti a difendersi dai rischi, gravissimi, di una Società che sembra volersi liberare di quelle strutture che la vogliono proteggere  dalla furia di processi al ribasso. Sentire affermare che la radio avrebbe potuto distrarre i ragazzi dallo studio quotidiano è stato ed è un inno all’antiscuola, all’anti modernismo.

Affermare la inutilità di una aggregazione di di  certo rilievo, significa insultare le teorie della Montessori  che ii mondo della conoscenza ci ha invidiato. Abbiamo lasciato un gruppo di studenti impantanati per non aver conquistato l’obiettivo di fare un gr in diretta e non registrato e di non aver potuto realizzare un sito web della radio. Meglio conoscere a menadito la divina commedia senza sapere il nome del Presidente della Camera. Meglio il riverbero della filosofia hegeliana che fare una inchiesta sul consumo di alcol e droga tra i giovani.