La scalata esponenziale dei social media tra i giovani

di Giorgia D’Aversa e Alessia De Rensis

Viviamo in un’epoca dove molti giovani non riescono a fare a meno dei social media, applicazioni che permettono di creare e/o scambiare messaggi, immagini, audio e video con altre persone. In pochissimo tempo sono diventati i mezzi di comunicazione più veloci e usati dagli adolescenti; i più gettonati sono Instagram, WhatsApp, Twitter, Snapchat e TikTok. Il mondo dei social è complesso e contorto e chi si interfaccia con esso si trova di fronte a due strade opposte: capaci di condurre sul patibolo o mettere sotto la luce dei riflettori le persone, cambiandone radicalmente la vita e, in tragici casi, portandole anche a compiere gesti estremi.

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel», queste sono le parole del famoso scrittore Umberto Eco sulla questione social media. Purtroppo mettersi a nudo su questi social può esporre la persona a un pubblico ignoto: non tutti gli utenti sono dotati della necessaria sensibilità e maturità e possono generare una trappola per queste “vittime del web”, che non riescono a ribellarsi ai “leoni da tastiera”, coloro che si credono più forti dietro a uno schermo. Spesso da questo atteggiamento di prevaricazione sul prossimo scaturisce il fenomeno del cyber-bullissimo, sempre più incontrollabile tra i giovani.

Il tema intricato dei social è stato molto discusso anche da numerosi esperti, in particolare, molti psicologi hanno condotto e conducono esperimenti e test per andare più a fondo nella scoperta delle conseguenze che ci possono essere nei soggetti fortemente implicati nella rete dei social. Spesso gli esperti tendono a consigliare di prendere le distanze da un uso eccessivo di tali mezzi, incoraggiando un uso intelligente e moderato, questo per il motivo secondo il quale molti utenti, aprendo i social, subiscono una grave influenza. Questo è causato dai contenuti dei social che, attraverso diverse immagini, vanno a scavare nel subconscio dell’utente una sorta di latente depressione che va ad aumentare i sintomi della malattia in una buona percentuale di utenti. Per affermare ciò, gli psicologi hanno svolto uno studio che ha coinvolto 143 studenti, attivi quotidianamente sui social. In base alle emozioni manifestate e il tempo medio di permanenza sui social sono stati stimati dei dati. Successivamente, sono stati divisi in due gruppi: il primo ha continuato ad utilizzare normalmente i social, mentre il secondo gruppo è stato costretto a 10 minuti di utilizzo. In conclusione, paragonando i dati relativi ai due gruppi, è emerso che il secondo gruppo era più felice e rilassato, di conseguenza mostrava minori sintomi di depressione dopo la “disintossicazione” dai social network.

Nonostante ciò, i social media sono riusciti a diventare piattaforme in grado di soddisfare ogni curiosità, dandoci la possibilità di ottenere molte informazioni in pochissimo tempo, consentendoci di essere sempre ben aggiornati su cosa accade intorno a noi, tal volta anche più degli adulti. I giovani d’oggi con l’utilizzo dei social riescono a trovare un modo per conoscere persone nuove e stringere molte amicizie con utenti con cui si hanno interessi comuni, hobby e preferenze simili. Inoltre danno a tutti gli utenti la possibilità di intervenire, di commentare una notizia, di esprimere la propria opinione, creando così una vera e propria “piazza virtuale”, che, nella maggior parte dei casi, è attiva e costruttiva dal momento in cui stimola e alimenta scambi di opinione, confronti, difese argomentate della propria visione dei fatti. Lo sviluppo e l’utilizzo ormai quasi quotidiano nella maggior parte del mondo industrializzato dei social media hanno fatto sì che anche le aziende iniziassero a sfruttare questo strumento, percepito come meno invasivo rispetto alla tradizionale pubblicità. Così facendo i social media oggi vengono sfruttati come strumento di marketing da moltissime aziende, che tramite la loro pagina e l’ingaggio di numerosi influencer per la promozione dei loro prodotti riescono a raggiungere un pubblico più vasto. I social media racchiudono un luogo oscuro e pericoloso ma allo stesso tempo un luogo utile e di intrattenimento, la chiave sta nel giusto utilizzo di essi.