La regina degli scacchi, una serie psicologica

di Francesca Bianco e Donato Passerelli

Questa serie originale Netflix ha riscosso grande successo tra gli spettatori. Ambientata negli anni ’50, si basa sulla storia di una giovane scacchista Elizabeth Harmon, personaggio inventato nel quale però si concentrano le storie di personaggi realmente esistiti, i quali, con il proprio talento, sono rimasti indelebili nella storia degli scacchi. L’attrice Anya Taylor-Joy attraverso il suo sguardo magnetico riesce a catturare l’attenzione dello spettatore. La protagonista giocando a scacchi riesce a sfuggire ad una crudele realtà, e ad elaborare un’infanzia dolorosa e travagliata che l’ha vista prima orfana e poi cresciuta in un istituto. Beth riesce a celare la sua angoscia attraverso gli scacchi e sfruttando il suo incredibile talento, riesce a ricoprire un ruolo di prestigio in una realtà predominata dagli uomini. Lei riesce a valorizzare come donna le sue virtù, tra le quali spiccano l’arguzia e l’intelligenza. La serie, inoltre, riesce a trattare tematiche differenti quali la dipendenza da alcolici, la diffidenza, la mania del controllo, le ossessioni, caratteristiche che contraddistinguono la stessa protagonista.

In seguito al debutto di questa serie, la vendita delle scacchiere è aumentata del 215%, inoltre quelle in legno, appartenenti alla serie, sono state le più vendute. Infatti molte persone non appassionate di scacchi, in seguito alla visione della serie, hanno deciso di cimentarsi in questo gioco arguto in cui la protagonista è la scacchiera che per analogismo rappresenta il mondo in cui viviamo e noi possiamo immedesimarci nei pedoni i quali hanno il compito di riuscire a muoversi in maniera intelligente in questa dura realtà che è poi il mondo.