La partita perfetta

GENNARO VENTRESCA

Anche nel nostro piccolo esiste e come la partita perfetta. Per mano dei nostri ragazzi abbiamo avuto modo di potercela gustare più volte. Non solo a Notaresco. Senza scavare troppo profondamente nel cassetto dei ricordi mi torna in mente la prima vera partita perfetta. Io c’ero a Lanciano. Campionato 1974-75. Serie D, tanto per non farci mancare niente. Abruzzesi primi e rossoblù secondi, a nove turni dal traguardo.

                                                                      ***

Lupo Balleri, subentrato a Veneranda mise il lupo nel motore. Un lupo che corre, ringhia e azzanna. E ne dà prova proprio sul campo della capolista. Scortato da un migliaio di tifosi il nostro Campobasso si impone sul Pro Lanciano, con un gol di Patalano, un ischitano dal mancino edulcorato. E si porta al comando. Mantenendo la testa della classifica sino all’apoteosi del 25 maggio, al Romagnoli si presenta l’Audace Cerignola già retrocessa e ne becca cinque. Alimentando il clima di festa del popolo rossoblù che approda per la prima volta in Serie C.

                                                                      ***
Avvicinandoci ai giorni nostri mi piace ricordare la felice stagione griffata Capone, del 2007-08. Iniziata con Di Nola e finita con Musella in panchina. Si chiude al terzo posto, con 57 punti, quattro in meno della Sangiustese che vince il girone, davanti alla Renato Curi Angolana, distanziata di un niente. Fu l’anno di Rosario Maiella, autore di ben 27 reti. Nessuno nella storia della nostra società avrebbe fatto meglio.

                                                                      ***

C’è un altro bronzo nel 2015-16. Con Edoardo Falcione sulla tolda del comando e Giulio Perrucci in prima linea. Si parte con Roberto Cappellacci in panchina, ma dopo alcune stecche viene mandato a casa. Gli subentra Massimiliano Favo che porta i rossoblù in zona medaglie, ma lontanissimi dalla capolista Sambenedettese che ci distanzia di 20 punti.  Un’altra partita perfetta dei nostri si ricorda l’anno prima, proprio a San Benedetto del Tronto, il gol di Minadeo allo scadere rompe un tabù e manda in estasi i nostri tifosi. Finisce 2-3 e non vi dico i festeggiamenti al Riviera delle Palme.

                                                                    ***

Sempre grazie a Minadeo che questa volta va in panchina a fare il mister di complemento, al posto dell’incerto Foglia Manzillo, alla penultima vinciamo nientemeno che sul campo della capolista Vis Pesaro, con due rigori di Balistreri. Nonostante la batosta della battistrada, il Matelica che è a due punti non ne approfitta per salire in Lega Pro, mentre i nostri portano a casa il diritto a rimanere in D. Nonostante i quattro punti di penalizzazione, senza i quali non avremmo avuto pene.

                                                                     ***
Dopo La Barba ecco un altro “barbuto”, nello stanzone di Selva Piana. Neanche con Che Guevara nella stanza del comando si sarebbe pensato di far firmare il cartellino a un altro “rivoluzionario”, il giovane e promettente attaccante Barbetta, ventenne proveniente dal Matelica, con cui ha giocato sette volte, segnando due reti.

Scherzi a parte. Do il benvenuto a questo giovanotto, a cui auguro di far meglio di Jambè, finito da un mesetto al Montegiorgio. Mentre attendo di vedere all’opera Sanseverino, a cui Cudini ha concesso solo la panchina a Notaresco.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com