La Mezzacanna e Scarth Street, pezzi di storia ‘tirati a lucido’ per la consegna ai posteri

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CAMPOBASSO. Nella mattinata di ieri, a dispetto dell’inclemenza del tempo, durante un’assolata tregua concessa da Giove Pluvio, i rappresentati dell’Associazione Centro Storico di Campobasso hanno potuto presentate ed illustrare, a cittadini ed organi di stampa, le operazioni di recupero e valorizzazione messe in atto per restituire alla Città due suoi “resti storici”. Si tratta della mezzacanna, ubicata in via Vittorino Cannavina (già via Borgo) e della scritta “Scarth ST(reet)” in piazza Pepe, difronte al teatro Savoia. Entrambi i manufatti, offesi dall’uomo e dal tempo, sono stati preservati da ulteriori danni mediante una copertura trasparente e, nel contempo, corredati da didascalie bilingue per spiegarne il significato. In tale maniera i turisti, ma anche i campobassani stessi, avranno modo di conoscere e comprendere quel che “raccontano” oggetti e simboli incontrati nel visitare la città. La “mezzacanna”, che per decenni era stata parzialmente murata e coperta da un discendente pluviale, è la concreta applicazione dell’articolo 10 della legge del 6 aprile 1840, entrata in vigore il 1° gennaio 1841 in tutte le province del Regno di Napoli. Con tale norma si abolivano le precedenti misure, in uso sin dal 1480, al fine di unificare per tutto il Regno Borbonico le unità di misura. Così recita il succitato articolo: “Oltre alla serie de’ campioni dell’articolo precedente, in ciascun capoluogo di provincia in un posto garantito da ogni pericolo di alterazione, sarà esposto al pubblico il campione della mezza canna, o del quintuplo palmo, base dell’intero Sistema, in metallo rosso ed infisso in un solido muro, con le sue divisioni e suddivisioni decimali, perché possa ognuno con comodità ed a piacimento misurale la lunghezza di tutto o parte di esso, secondo il bisogno”.

La Canna lineare, maggiormente usata per misurare le stoffe era di 10 palmi, ovvero m 2,6455 e si tratta appunto della “nostra” mezza canna lunga 132 cm. Per completezza di informazione sono da menzionare, poi, anche la canna quadrata per misurare i terreni e la canna cubica per misurare i solidi. Più recente è, invece, la Storia narrata da Scarth St, ovvero quella dell’ultimo conflitto mondiale. Il 14 ottobre 1943, accompagnato dal suono delle caratteristiche cornamuse, il Royal Canadian Regiment entrò trionfalmente in Campobasso, percorrendo le vie del capoluogo Molisano che, da quel momento e per i tre anni a venire, fu ribattezzato “Canada Town”.

“La città venne trasformata in centro amministrativo di smistamento, cura e svago di primaria importanza. Le truppe alleate rinominarono strade e piazze con i nomi di quelle inglesi contrassegnandoli sui muri degli edifici: Scarth St è l’unica rimasta ancora leggibile”

Fondamentali, per chi volesse approfondire i rispettivi argomenti, sono il volume dell’ingegner Antonio Vincelli, “Unità di Pesi e Misure Agrarie” (Nocera Editor, 2013) ed il libro di Nicola Felice “Quando Campobasso divenne Canada Town”, edito per la prima volta nel 2003, è ristampato, con opportune integrazioni, nel luglio 2016

Le operazioni di recupero e conservazione, sia della “mezza canna” che del- la scritta Scarth St, animate da profondo senso civico, sono state fortemente volute dall’Associazione Centro Storico e sono state possibili anche grazie alla partecipazione volontaria e sinergica dei condomini dei due edifici (che ospitano le succitate “memorie”), delle aziende e degli artigiani del posto e della ditta Giovanni Iacobucci di Campobasso.

P.G.

 

 

 

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