La meravigliosa creatività di Pietro Sciortino nella fioritura delle maioliche del ‘700 siciliano

Una nuova, bella ed entusiasmante fase nella pittura del gioioso e versatile Pietro Sciortino!

La fervida fantasia di Pietro è rimasta catturata dal sapore antico e conviviale delle maioliche e ha dedicato loro grande spazio!

Si sa che i miti,i poemi, le fiabe, le favole fanno intimamente parte dell’essere umani e ciò che è universale è parte fondante della poetica di Pietro Sciortino, ne è profondamente attraversato e nella rete della sua meravigliosa creatività questa volta sono emerse le maioliche le cui radici affondano addirittura nel Neolitico.

Ciò lo ha portato a studiare e ad approfondire in particolare modo la fioritura delle maioliche del ‘700 siciliano che Pietro ha anche osservato nelle numerose ville che ha visitato e in cui ha trascorso ore felici e serene ultimamente.

Pietro, perdutamente innamorato della sua terra, è come se attraversando le stanze di quelle meravigliose ville sentisse i battiti, le voci, i sospiri e i bisbigli di coloro che ci hanno vissuto.

Far rivivere nella sua arte, rivisitando in modo assolutamente personale ed originale, tutta questa bella umanità proponendoci appunto “le sue maioliche” è il piccolo miracolo di Pietro!

Da un lato come in “Alice nel paese delle meraviglie” varia le proporzioni creando le sue gigantesche maioliche 1 x 1 metro dall’altro proponendo il gioco di forme e colori in maioliche che inserisce nei suoi quadri e nei suoi dipinti.

Fiori che sbocciano, figure geometriche prospettiche, simboli di prosperità, contrasti di colori ed il gioco è fatto… Pietro ci introduce nel suo magico mondo attraverso le sue scintillanti maioliche! Dove ci porterà nel prossimo viaggio questo eterno giramondo ancora non lo sappiamo ma il bello credo non lo sappia neanche lui!

Pietro segue sempre il suo istinto e va dove lo conducono le sue emozioni e dove affondano i suoi sentimenti! A ciò naturalmente unisce un grande lavoro,un grande impegno e tante competenze ed abilità artistiche e tecniche che ormai padroneggia con grande perizia data la sua lunga esperienza di pittore ed artista. (Cristina De Leo)

CHI E’ PIETRO SCIORTINO

Pietro Sciortino, un poeta, un ricercatore, un uomo che traspone nella sua arte i grandi interrogativi della vita (chi siamo?, da dove veniamo?, dove andiamo?) con la purezza e l’autenticità di un bambino che lungo il sentiero non dimentica di cogliere la meraviglia del quotidiano. In fondo la vita cos’è se non un percorso: su questa via alcuni sanno dove andare, altri si sono persi e altri pensano di potere rimanere fermi in un’oasi fatta di pensieri ordinari, rassicuranti, confini certi. Ma ahimè sappiamo questa è solo un’illusione che crollerà quando la vita, attraverso i suoi scossoni, a un certo punto sgretolerà in parte o del tutto la nostra bella costruzione.

Il percorso che a Pietro Sciortino interessa raccontare è quello del cercatore che non si accontenta delle risposte degli altri ma sperimenta, affronta ostacoli, paure, cresce e alla fine del suo percorso può conquistare il suo tesoro. È il “percorso di identificazione” di cui parla Carl Gustav Jung che porta ogni uomo a scoprire quelle parti di sé che non sono altro che la propria essenza soffocata dall’educazione e dalle convenzioni.

Pietro attraverso le sue fiabe pittoriche narra sè stesso: dà vita a personaggi, icone, oggetti che appartengono al suo passato, al suo presente e vengono attualizzati con una sensibilità profonda che fa sì che ogni elemento della composizione, a prima vista ludico, diventi portatore di vari livelli di significati che attingono alla memoria collettiva e in cui l’osservatore si identifica, rimanendone affascinato, come da bambini si rimane incantati ascoltando le favole. I suoi personaggi sono emblema di ciò che popola il suo animo, metafore viventi di memorie, emozioni, pensieri ma anche dubbi, incertezze, domande sul senso stesso dell’esistenza. Mette in scena un mondo fatto di idoli ingenui sfruttando il valore catartico e didattico della favola. Al di sotto della superficie delle nostre vite quotidiane esiste infatti uno strato della vita psichica dove gli eventi scorrono proprio come nelle fiabe, i grandi miti partono e si sviluppano proprio a partire da tale livello per poi ridiscendere nuovamente nel profondo dell’inconscio e trasformarsi in fiabe. Nelle fiabe non è strano ritrovare questo percorso: si parte da uno stato in cui la vita del protagonista scorre tranquilla, poi questo equilibrio viene scosso da eventi che portano a una crisi e tutto sembra perso fino a che non interviene qualcosa che provoca una rinascita, e fa si che da quel momento il nostro eroe cominci una nuova vita, ma questa volta più forte e soprattutto consapevole.

Il Pinocchio di Pietro Sciortino, nasce in maniera autobiografica, e poi viaggia, incontra persone, fa esperienze di vita, interpreta miti e leggende antiche e tutto ciò lo rende infine un adulto anche nella fisionomia; cosa che non significa smettere di porsi interrogativi o di essere curiosi ma vivere senza perdere mai il proprio centro di gravità permanente, la propria individualità e la consapevolezza di Sé.

E sbaglia chi pensa che il naso lungo e appuntito di Pinocchio rappresenti le sue bugie: per Pietro Sciortino non è altro che la spada con cui ognuno di noi ogni giorno affronta la vita.

Il Pinocchio delle sue favole pittoriche, non viaggia mai da solo ma è sempre circondato da oggetti simbolici tratti dalla sua memoria, stoffe, giocattoli, dischi in vinile, etichette, libri conservati come in una soffitta e poi riportati in vita con grande sapienza tecnica. Il dettaglio racconta il suo amore per il disegno, il colore l’intensità dei suoi sentimenti, la luce dà vita ai suoi personaggi: Pinocchio ormai adulto sembra infatti sul punto di uscire dalla tela ed entrare nel nostro quotidiano.

E magari e già così e non ce ne siamo accorti, ma Pietro sì. (Alessandra Alagna)