La mascherina manda in crisi il rossetto

Anche la crescita del Lipsick Index è stata fermata dalla pandemia, ma skincare, bodycare e mascara crescono

di Vanessa Fiorilli

La vendita dei rossetti è sempre stata tenuta sotto controllo durante le crisi mondiali dalla Grande depressione, poiché anche durante i periodi più bui della storia ha continuato a crescere. Questo era dovuto al fatto che le persone si rifugiavano in beni che potevano dare un confort immediato, venendo descritto da Winston Churchill durante la Seconda Guerra Mondiale come un prodotto che “mette buon umore in chi lo vede”. Durante la pandemia, però, il Lipstick Index, che analizza la vendita mondiale dei rossetti durante crisi economiche, è calato del 75% secondo l’Istituto Nielsen, che fa ricerche sui mercati a livello mondiale, non solo nei mesi di lockdown, ma anche in quelli successivi e sembra che continuerà a decrescere. La chiusura di negozi specializzati in make-up, quindi la possibilità di non trovare il giusto colore, la quarantena che ha limitato le interazioni sociali e ovviamente le mascherine che non nascondono le labbra hanno determinato questa anomalia. Al contrario prodotti per occhi e per la cura personale hanno incrementato le loro vendite. Il mascara infatti vede un balzo del 25% proprio perché le labbra vengono coperte quindi si opta a valorizzare gli occhi. Il covid-19 quindi ha rivoluzionato la quotidianità in tutti i modi, andando anche a intaccare la crescita del Lipstick Index e modificando l’industria del make-up internazionale.