La magia delle note di Wim Mertens al Savoia

Ieri sera il concerto del compositore belga a Campobasso

Camera di Commercio – SPID

CAMPOBASSO

Falsetto, pianoforte e violino senza eccedere in virtuosismi fini a se stessi. Wim Mertens è un compositore che non cede nulla allo spettacolo, restando fedele ad uno stile che ha contraddistinto la sua produzione discografica degli ultimi trent’anni, toccando dal vivo corde davvero inesplorate. Sbaglia chi crede che il compositore belga rientri nella categoria “musica classica”. La definizione più vicina (se oggi sono ancora valide le categorie), è “musica colta europea”. Nel tempo Mertens ne è stato raffinato testimone attraverso un proprio linguaggio che dalla seconda metà del ‘900 in poi, ha attraversato le stagioni della musica pop(ular). Ieri sera a Campobasso nel concerto al Teatro Savoia l’autore di brani indimenticabili come “Close cover” e “Strugge for pleasure” ha proposto al pubblico di Poietika il suo repertorio proponendo una selezione tratta dal suo ultimo album “That wich is not”, accompagnata dal meglio del suo repertorio, costruendo un viaggio musicale notevole che ha incantato, tra interpretazioni minimali ma profondamente romantiche, puntando direttamente al cuore della platea accorsa per la sua unica data italiana. Un’esibizione nella quale Mertens ha posto spesso al centro del palco il violino di Nicolas Dupont, giovane strumentista belga che più volte ha richiamato gli applausi del pubblico. Poietika in questa edizione è la “parola che arde”: non solo fiamma potente di denuncia e di dibattito rappresentata da importanti testimoni della nostra epoca, ma brace che sotto la cenere consente di tenere viva la speranza di una bellezza ricercata e raggiungibile anche grazie all’arte di personaggi come Wim Mertens.

OM

Foto di Antonello Luciani

Camera di Commercio – SPID

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