La “favola” di impegno ed allenamenti di Emanuele, da Termoli alla Nazionale di Sitting Volley

Davanti a Lucky Lucchetta e alle telecamere della FIPAV e della Kinder ha raccontato la sua storia. La storia di un ragazzo che, nonostante le difficoltà di un handicap fisico, ha trovato nel volley la sua passione di vita, quello sport che è stato in grado di restiturgli una dimensione diversa e un rapporto diverso anche con il proprio corpo. Una storia che invita al non mollare mai quella di Emanuele Di Ielsi, termolese, giocatore di pallavolo che proprio nel volley ha trovato la sua “ragione di vita”. Emanuele è stato il protagonista dell’intervista assieme a Lucchetta nell’ambito di “Volley S3”, l’iniziativa che Lucchetta, la FIPAV e Kinder stanno portando avanti per raccontare le storie di giovani giocatori e allenatori di tutte le regioni di Italia alle prese con il volley del dopo pandemia. Un racconto emozionante che ha fatto tappa anche a Termoli. “Io attualmente gioco ad Ancona dove sto frequentando anche l’università – ha raccontato Emanuele – e lì gioco sia in una squadra di normodotati che nella Nazionale Italiana di Sitting Volley. Le differenze tra i due sport sono tantissime: con l’Ancona gioco da libero nella Nazionale da palleggiatore”. Uno sport “duro” perché fatto totalmente da seduti che spinge ad avere un perfetto rapporto con il proprio corpo e la forza fisica e psicologica di superare tutte le difficoltà. Che poi è quello che Emanuele raccomanda a tutti i ragazzi come lui. “Abbiate il coraggio di inseguire i vostri sogni”.