“La Divina Commedia”, all’Auditorium tutto esaurito: il musical non tradisce le aspettative

Si replica fino al prossimo 11 novembre. Applausi per cast, attori e il regista, Andrea Ortis

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ISERNIA

“La cultura che move il sol e l’altre stelle”, la parafrasi dei celebri versi danteschi è un po’ azzardata ma rispecchia a pieno ciò che è accaduto mercoledì sera presso l’auditorium “Unità d’Italia” di Isernia. La prima internazionale del musical “La Divina Commedia” ha fatto registrare il tutto esaurito. Un evento che ha dato lustro alla città e, in generale, all’intero Molise. Sintomo che la cultura, quella con la “c” maiuscola per fortuna resta una fonte di attrazione di cui non si può fare a meno se si vuole realmente investire sul rilancio turistico ed economico del territorio. File dinanzi ai botteghini e spettatori impazienti che hanno atteso l’apertura delle porte. Questo lo scenario che si presentava intorno alle 21 dinanzi all’auditorium. Poi il grande spettacolo che, dopo Isernia, toccherà i più importanti teatri italiani per poi emigrare fino in estremo Oriente. Luci, musica e interpretazioni suggestive hanno entusiasmato i presenti, tra cui diverse autorità che non hanno voluto perdere lo spettacolo. Il viaggio di Dante (Antonello Angiolillo), accompagnato da Virgilio (Andrea Ortis), è stato suddiviso in due atti. Nel primo l’inferno. Tamburi battenti (musica dal vivo), atmosfera tetra e giochi di luci (utilizzata strumentazione all’avanguardia) che hanno proiettato paesaggi spettrali e bestie selvatiche. L’incontro con Caronte, con Paolo e Francesca e con Pier Delle Vigne hanno calato gli spettatori nella vera essenza del primo canto, una discesa versa il cuore degli inferi che rappresenta una presa di coscienza di cos’è l’uomo e di come, per raggiungere il paradiso e la felicità, si debba avere la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie debolezze. Così un Dante dubbioso e incerto diventa il simbolo della natura umana, del resto il viaggio del poeta è un viaggio interiore che ognuno di noi fa, o almeno dovrebbe fare. Perché il riscatto di Dante passa attraverso la consapevolezza che bisogna conoscere se stessi, superare le proprie paure per guardare con ottimismo il futuro.

Nel secondo atto, poi, sono stati condensati il purgatorio e il paradiso. Aperto con un esercito errante di anime che mira alla redenzione, tra cui Catone, personaggio che rappresenta un inno alla libertà. Dante di lì a poco è costretto a salutare Virgilio che in paradiso non può accedere. Ma qui c’è l’amore, c’è la bellissima Beatrice (Myriam Somma) che è fonte di luce, di saggezza. Beatrice è la meta ultima di Dante e con “l’amor che move il sole e le altre stelle” si conclude la Commedia e anche il musical. Il messaggio, tutt’altro che implicito, è chiaro: è l’amore che spinge l’uomo a migliorare se stesso.

Cala il sipario e gli applausi sono scroscianti per tutto il cast e per Andrea Ortis, regista che ha avuto il merito e anche il coraggio di adattare un’opera letteraria così imponente e renderla fruibile per il teatro. Buona la prima, dunque, per un evento che fino al prossimo 11 novembre sarà in scena a Isernia, per una settimana capitale italiana del teatro.

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