La diocesi di Termoli-Larino celebra la Giornata mondiale del malato

Santa messa nella chiesa di San Francesco a Termoli e processione “aux flambeaux”

REDAZIONE TERMOLI

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11, 28). È stato questo il tema del messaggio di Papa Francesco scelto per la Giornata mondiale del malato celebrata martedì 11 febbraio 2020, solennità della Madonna di Lourdes

La Diocesi di Termoli-Larino ha accolto e condiviso, come ogni anno, questo momento di preghiera, riflessione e fraternità con una celebrazione eucaristica comunitaria organizzata nella Chiesa di San Francesco a Termoli. La messa è stata celebrata da don Elio Benedetto, assistente spirituale diocesano dell’Unitalsi insieme a padre Paolo Cuvino, parroco di San Francesco e padre Francesco Savino, cappellano dell’ospedale San Timoteo. Presenti, tra gli altri, le associazioni di volontariato del territorio: Unitalsi, Avo, Volontariato Cappellania, Misericordia e altre realtà che assicurano il proprio servizio con impegno e amore verso il prossimo. 

Prima della celebrazione, nella sala della casa di riposo-Rsa “Opera Serena” di Termoli è stato recitato il Santo Rosario a cura dei gruppi di preghiera di San Pietro e San Francesco.

La giornata del malato – ha affermato don Elio Benedetto – riguarda tutti e ci invita a guardare la persona sofferente, sola e in difficoltà con gli occhi di Gesù. Lui è l’amico che accompagna ogni momento della nostra vita e ci riunisce nella Chiesa come una madre che tiene presente la tenerezza e la compassione del Figlio. 

Oggi, in un mondo di benessere, ci si deve quasi giustificare della propria fragilità, se non si è perfetti. Facciamo in modo che nessuno sia scartato, come ci ricorda Papa Francesco, non lasciamo nessuno nel suo dolore ma, come ha fatto Gesù-samaritano, carichiamoci delle debolezze e delle fatiche di ogni sorella e di ogni fratello perché proprio nella sofferenza si può rivelare la nostra fraternità

Ci affidiamo a Mariasalute degli infermi, forti di tante esperienze e pronti a compiere gesti gratuiti, immediati e semplici come espressione della bontà di DioSolo così – ha concluso il sacerdote – io guarisco l’altro e mi lascio guarire dall’altro tenendo impressa nel cuore una frase di Madre Teresa: “Non dare solo le cure ma anche il tuo cuore”.

Al termine della messa, in un contesto di partecipazione significativa, è stata organizzata una piccola processione “aux flambeaux” con la statua della Madonna di Lourdes accompagnata da canti mariani. Prima della benedizione è stata recitata la preghiera del malato.

La giornata diocesana del malato ha concluso anche le iniziative della “Settimana per la vita” promossa dalla Consulta diocesana per la Pastorale della Salute.