La Corte federale d’appello restituisce il punto di penalità al Campobasso

Grande vittoria per Chiacchio-Cozzone-Fiorillo: «Riconosciuto il nostro teorema difensivo»

Pma

Ancora una volta i legali del Campobasso si fanno valere e ribaltano la sentenza di primo grado. Proprio ieri, intorno alle 18.30, è arrivata la sentenza della Corte federale d’appello che doveva esprimersi in merito al punto di penalizzazione comminato alla società rossoblù per il caso Loperfido. Ebbene, il punto è stato restituito e la sanzione è stata commutata in mille euro di ammenda. Un grande risultato, viste le difficoltà della questione.

«Siamo molto soddisfatti, abbiamo visto riconosciuto in pieno il nostro teorema difensivo» commenta l’avvocato Michele Cozzone che ha curato il reclamo con l’avvocato Edoardo Chiacchio e l’avvocato Monica Fiorillo. C’è di più, perché anche l’inibizione all’ex presidente Giulio Perrucci passa da sei a quattro mesi. Una decisione tutta tecnica, che andiamo a spiegare. In pratica, è stato accolto il principio della continuazione, ovvero il fatto che che questa violazione andava a connettersi con quelle precedenti (degli altri due punti di penalizzazione, ndr), quindi considerate come un unico disegno violativo. In questi casi si applicano sanzioni inferiori al minimo, che sarebbe il punto di penalità appunto. I legali rossoblù hanno dimostrato proprio che andavano applicate sanzioni inferiori al minimo, in questo caso una lieve ammenda. Detta in termini ancora più tecnici, la norma che fa riferimento all’articolo 94, che dice che per ogni violazione bisogna togliere almeno un punto, si può superare con l’applicazione del principio della continuazione. E’ quanto stabilito dalla Corte federale d’appello che ha ribaltato quanto stabilito dal Tribunale federale nazionale che aveva ritenuto non applicabile il principio della continuazione. FdS

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