La Buona Scuola, ennesima inutile riforma

La scuola, buona o meno, deve insegnare a chi da grande avrà il compito di far ripartire il cerchio della vita a fare in modo che questa ripartenza sia il più possibile produttiva per il futuro, di qualsiasi tempo si stia parlando. Dove ciò è considerato importante, si tratti di nazioni che si ritengono civili o di Stati ove le dittature impongono la “retta via”, i risultati si vedono, prova ne sia la cultura e le capacità d’adattamento ad ogni tipo di lavoro, proposte da chi approda in Europa e, se resta in Italia si deve “adattare”, se riesce ad arrivare dove il suo cuore vorrebbe portarlo, mette in mostra il suo Sapere, disprezzato dai suoi ospiti che con il passare del tempo però si adattano e recepiscono quanto chi anche dopo tali maltrattamenti sa Dare.

La scuola italiana, soprattutto da quando è stata abolita la riforma “Gentile”, è diventata un marasma e se ancora riesce a produrre veri Cervelli che ovviamente scappano via da tal bailamme, lo deve all’innata italica capacità di sapersi arrangiare di chi, spesso in parcheggio in classi ove s’insegnano attività superate dai tempi, nonostante l’abnegazione di molti docenti che vorrebbero portare avanti tutt’altri programmi, studiando per conto proprio discipline in altre nazioni Normali, arriva all’esame di terza media o di maturità superiore, sapendo discutere l’argomento che viene proposto dai commissari in modo interdisciplinare, guadagnandosi così la visibilità verso aziende che cercano ragazzi preparati e li trovano, dando loro il posto di lavoro a vent’anni, cosa che in Italia normalmente si ottiene solo previa raccomandazione.

Sì, grazie a Dio l’italiano si sa arrangiare ed in tanti sono arrivati al punto di insegnare ai propri discendenti che la scuola è la fucina nella quale s’impara a vivere, facendolo senza dover ricorrere all’italianissima raccomandazione per poter arrivare a quanto desiderato con il proprio lavoro, derivato dalle personali capacità. Ciò, al di là d’ogni derivazione politica, dovrebbe far comprendere a chi governa il “Bel Paese” che la vera “Buona Scuola”, andrebbe frequentata innanzitutto da questi “signori”, in modo da consegnare ai vari dicasteri, ministri del ramo seriamente preparati. Restringendo il discorso al tema: arrivati poi a gestire seri programmi d’apprendimento per gli alunni, si raggiungerebbero così obiettivi, quali ad esempio l’occupazione a tempo indeterminato, (che non vuol dire restare in un’azienda fino alla pensione, ma sapersi trovare il lavoro, secondo quanto disposto da tempi e necessità), e soprattutto la preparazione che spiega al Cittadino che entra nel Mercato della Vita, la vera sintesi che permette in altre nazioni di vivere e produrre con profitto: Lavorare, Studiare, Insegnare, perché là dove c’è un ricambio d’idee, si cresce in tutti i sensi e si arriva a raggiungere ogni obiettivo, lavorativo, sportivo, politico e chi più ne ha più ne metta, che permetterà davvero di poter dichiarare senza possibilità d’errore che tutto ciò è il risultato di una Buona Scuola.

Vittorio Venditti

 

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli