La bimba cinese resta a casa, parla la mamma: «Decisione mia, stiamo svolgendo le analisi»

Dopo il nostro articolo di ieri, nel quale abbiamo lanciato la notizia di un episodio di allarmismo da Coronavirus accaduto alla Don Giulio Testa di Venafro, è intervenuta oggi, mercoledì 29 gennaio, la mamma della bimba cinese.

«Per prima cosa bisogna dire – ha esordito la signora Ecva Ji – che in nessun modo siamo stati invitati a restare a casa, ma, poiché siamo stati in vacanza in Cina, e capisco le preoccupazioni che una mamma come me potrebbe avere, abbiamo non solo provveduto a produrre il certificato medico pediatrico di sana e robusta costituzione della bambina, ma anche, per mia personale decisione, sottoposto la bambina alle analisi cliniche necessarie. Ho, dunque, personalmente deciso di tenerla a casa una settimana in più per una maggiore tutela sia della mia bambina che degli altri compagni. In nessun modo voglio che si colpevolizziamo le mamme dei bimbi poiché capisco, essendo mamma, quanta paura si possa avere in casi come questi. La prima a preoccuparsi della salute della mia bambina, infatti, sono io. Non la metterei mai a rischio né tantomeno metterei a rischio la salute di altri bambini. Mi dispiace si sia creato questo disguido e – ha concluso – spero solo che nessuno colpevolizzi le mamme e che tutti capiscano che la decisione di tenere la mia piccola a casa è stata solamente mia».

Esattamente quello che abbiamo riportato ieri (L’ARTICOLO QUI): una decisione assunta dalla mamma della bimba cinese. E’ altrettanto vero, però, che tra gli altri genitori un po’ di preoccupazione c’è stata. E ciò è testimoniato sia dall’intervento del rappresentante d’Istituo che ha voluto tranquillazare gli altri genitori, sia dal fatto che dell’episodio sia stata messa al corrente l’Asrem. E di quest’ultimo aspetto ne ha dato notizia sempre il rappresentante d’Istituto.

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