Italia: l’avventura di Mancini sulla panchina parte con il piede giusto

Bricofer

Non era certamente una sfida proibitiva, ma l’importante era iniziare il nuovo ciclo con una vittoria. La prima uscita ufficiale di Mancini sulla panchina della Nazionale ha segnato il ritorno al successo degli azzurri dopo molti mesi di astinenza. Il 2-1 contro l’Arabia Saudita porta con sé molti segnali positivi, ma anche alcuni aspetti da rivedere.

Il ritorno al centro dell’attacco e dal primo minuto di Mario Balotelli (dopo 4 anni di assenza dai colori azzurri) è il segnale più forte del cambio di rotta voluto da Mancini. E SuperMario risponde immediatamente presente, timbrando il cartellino al 21’ con un poderoso destro dei suoi dal limite dell’area.

Mancini ha schierato un 4-3-3 piuttosto inedito: oltre a Balotelli, il tecnico marchigiano ha rispolverato anche Mimmo Criscito in difesa, reinventato Florenzi come interno di centrocampo (assieme a Jorginho e Pellegrini)  e lanciato Insigne e la sorpresa del campionato Politano sulle fasce d’attacco.

L’avversario, dicevamo, è apparso piuttosto morbido, almeno nella prima parte di gara. L’Italia è stata padrona del campo per i primi 60 minuti, mostrando facilità di palleggio e qualche buona trama offensiva. Il paradosso però, è che l’Arabia Saudita andrà in Russia a disputare i mondiali, mentre gli azzurri resteranno a guardare la tv sul divano.  E proprio in vista dei mondiali, c’è da segnalare per gli appassionati il bonus scommesse multiple messo a disposizione da alcune piattaforme di betting.

Ma tornando alla gara con l’Arabia Saudita, bisogna rimarcare il brusco calo subito dall’Italia dopo il raddoppio di Belotti e la prevedibile girandola di cambi. I sauditi hanno cominciato a prendere campo e dapprima hanno accorciato le distanze, e poi chiamato Donnarumma a qualche intervento risolutivo. Altri segnali positivi sono arrivati dai subentrati Chiesa e Cristante, due dei migliori giovani dello scorso campionato che saranno senz’altro al centro del progetto tecnico di Roberto Mancini.

Promette dunque di tornare presto in alto l’Italia del calcio, proprio come una nobile decaduta del calcio molisano: il Campobasso. Almeno stando alle recenti dichiarazioni del patron Marco De Lucia, che ha promesso un futuro roseo per la sua squadra nonostante le vicende giudiziarie che riguardano il fratello Andrea.

 

Francia e Olanda i test più significativi in questa fase

Archiviata la vittoria con l’Arabia Saudita, è già tempo di tuffarsi su due impegni ben più significativi. Francia (stasera) e Olanda (lunedì) sono avversari di una caratura molto più elevata e che testeranno lo stato di salute dei ragazzi di Mancini. Va comunque sottolineato che siamo al termine di una stagione molto lunga e faticosa, per cui appare improbabile poter chiedere brillantezza e continuità sul piano fisico e atletico. Quello che conta di più, in questa fase, è rodare alcuni meccanismi a livello tattico, cercare di creare delle gerarchie in campo e cominciare a porre le basi per avere maggiori certezze nei prossimi mesi.

Verrà data ancora fiducia a Balotelli in attacco? Vedremo. Sicuramente il suo atteggiamento è stato positivo, ma la continuità di rendimento non è mai stato il suo forte. Poi bisognerà vedere come reggerà Mario alla “pressione” di due giocatori altrettanto validi come Immobile e Belotti, che gli contenderanno una maglia da titolare nello scacchiere di Mancini.

 

Difesa e centrocampo i reparti da mettere a punto

Si è detto molto spesso, negli ultimi anni, che l’Italia non ha più dei campionissimi in attacco. Se è vero che è finita l’epoca dei vari Totti,  Del Piero, Vieri, Inzaghi ecc, è altrettanto vero che In avanti gli azzurri appaiono colmi di alternative: ai già citati Balotelli, Immobile e Belotti vanno infatti aggiunti i vari Chiesa, Insigne, Politano, Bernardeschi, Verdi ecc. Tante frecce all’arco di Mancini, che dovrà essere bravo a gestire la crescita dei singoli a seconda dei momenti di forma di ognuno.

Semmai i reparti che al momento offrono minori garanzie sembrano difesa e centrocampo. O meglio, si tratta di zone del campo in cui è necessario ricostruire delle solide gerarchie.  Ai veterani  Bonucci e Chiellini è richiesto il compito di guidare il reparto arretrato, nel quale ci si attende una crescita notevole dai vari Romagnoli, Rugani e Caldara. Anche il centrocampo ha bisogno di nuova linfa e meccanismi da oliare in fretta. Con De Rossi a mezzo servizio per via dei tanti impegni stagionali, toccherà ai giovani Pellegrini e Cristante dimostrare di poter essere all’altezza dei colori azzurri.

 

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