Isernia, tolto l’ex lavatoio alle associazioni che l’avevano rivitalizzato

Una brutta notizia nella giornata di Pasqua, è quella che arriva dal Comune, che ha inspiegabilmente deciso di togliere alle associazioni l’uso dello spazio culturale e sociale dell’ex lavatoio. La motivazione è quella di far diventare l’ex lavatoio uno spazio-laboratorio permanente per la valorizzazione del merletto isernino e dell’arte del Tombolo. Una scelta abbastanza discutibile, quella dell’amministrazione d’Apollonio, che non resterà senza conseguenze perché è matematico che Arci, Comitato antifascista e antirazzista molisano, Collettivo Studenti Universitari, Emergency (gruppo territoriale di Isernia), associazione “I Care” e Tikanè Assiem non restino con le mani in mano, senza poter più usufruire di uno spazio condiviso di dialogo, aggregazione e coesione sociale, utilizzato continuamente finora per organizzare eventi culturali e momenti di aggregazione interculturale e promozione della cultura della pace. Erano state proprio le associazioni a richiedere al sindaco, nell’ottobre del 2013, di poter utilizzare quei locali per le loro attività e il Comune non aveva opposto alcun diniego, così come poi è accaduto con la consiliatura d’Apollonio che ha sempre prorogato la concessione. Il Comune otto anni fa, era guidato da Gigi Brasiello e sostenuto da una coalizione di centro sinistra. La richiesta delle associazioni e dei comitati cittadini venne accolta, in quanto in sintonia con le linee programmatiche dell’Amministrazione che approvava l’uso dell’ex lavatoio come spazio di aggregazione sociale. E dal 2013, sono stati continui gli eventi organizzati dalle varie associazioni nell’ex lavatoio. Sempre di carattere sociale, culturale ed umanitario. Mai è stato utilizzato per altre finalità, politiche o propagandistiche, e per questo la decisione di d’Apollonio di non rinnovare la concessione appare sconcertante. Per tombolo e merletto ci sarebbero tanti e diversi locali di proprietà comunale, a partire dall’auditorium o dal museo civico di piazza Celestino, da poter utilizzare, anche come spazi espositivi dei manufatti realizzati dalle merlettaie. Per questo si ha l’impressione che si sia trattato della decisione politica di un’amministrazione di Centrodestra. Insomma, una brutta Pasqua per le associazioni e i movimenti civici di Isernia che perdono l’unico spazio libero di aggregazione che avevano. Una cattiva notizia anche per una città che comprimendo gli spazi di riunione per dibattiti e confronto diventa sempre più oscurantista e anti libertaria.