Isernia, i Popolari di Vincenzo Niro chiedono una seduta urgente del consiglio: “Siamo sconcertati”

“Siamo sconcertati”, queste le prime parole pronunciate dai tre Consiglieri Comunali di Isernia del gruppo dei Popolari per l’Italia, Vittoria Succi, Enzo Di Luozzo e Giovanni De Marco, che fanno capo all’assessore regionale Vincenzo Niro:
“Il nostro sconcerto nasce da quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale dove è stato lo stesso Sindaco a chiedere l’inversione dell’ordine del giorno (da sottolineare che mai è accaduto che fosse un Sindaco a chiedere l’inversione dell’ordine degli argomenti di consiglio comunale e ancor più grave che al primo punto vi era la mozione presentata dall’opposizione sulle strisce blu ) giustificando tale cosa con il maggior tempo, poi, destinato alla discussione di tale mozione dopo gli altri 5 punti costringendo, così facendo, l’opposizione all’abbandono del consiglio perché violentata nel proprio diritto di argomentare su questioni d’interesse collettivo.. Ma ancor il nostro sconcerto cresce con l’ennesima dimostrazione di mancanza di confronto e di democrazia tipica di questa amministrazione che giustifica e permette lo svolgimento del Consiglio Comunale solo per “alzare” la mano in favore dei vari bilanci ma non come momento di alto confronto. Ma veniamo al dunque, pochi giorni orsono, precisamente il 27 aprile, abbiamo protocollato insieme ad altri consiglieri d’opposizione una richiesta di convocazione di Consiglio (osservando quanto dispone il comma 2 dell’art. 39 TUEL cioè la sottoscrizione della richiesta di convocazione di consiglio da parte di un quinto dei consiglieri) avente oggetto argomenti di grande interesse per la collettività (Spazio Comunale ex-lavatoio, Spazio in Località “Le Piane” – destinazione e recupero, Palazzo Orlando – destinazione, Piscina Comunale – stato dell’arte). Ma quanto accaduto rasenta la mancanza di dovere istituzionale e la più bassa forma di apertura verso la tanto invocata, mai messa in atto, collaborazione. Infatti, alla nostra richiesta riceviamo risposta da parte del Presidente del Consiglio dove ci invita a riformulare gli argomenti perché troppo generici. Beh che dire !!!
Si ricorda che l’art. 39 TUEL sempre al comma 2 recita che “il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio in un termine di venti giorni …” e che la giurisprudenza prevalente ha affermato che “al Presidente del consiglio comunale spetta soltanto la verifica formale che la richiesta provenga da un prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non può sindacare nell’oggetto. ..”.
Purtroppo è avvenuto tutto il contrario di quanto la norma dispone… la cosa si commenta da sola !!!..
Con questa azione abbiamo visto leso il nostro ruolo di consiglieri comunali legittimamente eletti, abbiamo visto leso il nostro diritto di parola ed azione in sede consiliare e questo ci ha portato a presentare formale diffida ad adempiere (ex art. 39 comma 2 TUEL) e, al contempo, nella denegata ipotesi che il Presidente del Consiglio non ottemperi confidiamo nell’intervento dell’ Illustrissimo Prefetto di Isernia ai sensi ll’art. 39 comma 5 TUEL “in caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del Consiglio, previa diffida, provvede il Prefetto”. Questo affinché venga ripristinata la legalità. Allo stesso tempo ci vediamo rammaricati di questa nostra azione forte ma necessaria che si è posta come “l’extrema ratio” li dove abbiamo visto calpestati i nostri diritti ma ancor più a tutela del diritto dei cittadini di Isernia di essere informati sul mancato confronto su argomenti sui quali la cittadinanza merita spiegazioni”.