Isernia, cancelli chiusi allo stadio e niente allenamento (FOTO E VIDEO)

La società biancazzurra: «Non possiamo farci carico del debito della vecchia gestione. Il Comune non ci ha risposto sui motivi che hanno portato a questa situazione»

ISERNIA. Niente allenamento pomeridiano, oggi, per i giocatori dell’Isernia Fc dopo il pareggio di ieri (2-2), domenica 20 ottobre, in casa del Termoli. Non è stato il classico giorno di libertà del lunedì concesso dallo staff tecnico, ma il cancello d’ingresso chiuso allo stadio Lancellotta che ha impedito alla squadra di scendere in campo per la seduta. Lo hanno deciso gli uffici del Comune di Isernia, a causa di un mancato saldo da parte della società di debiti preesistenti e contratti dalla vecchia gestione. Proprio perché non dipesi dall’attuale gestione, la proprietà ha ribadito più volte di non essere tenuta a farsi carico degli oltre 30mila euro di spese mai saldate e relative proprio all’affitto della struttura di contrada “Le Piane”.

Ma c’è di più. Nei giorni scorsi, la società biancazzurra ha inviato una lettera, inviata pochi giorni fa dalla società all’amministrazione e agli uffici comunali, in cui venivano poste delle domande per capire come mai si fosse arrivati a questo punto, senza che nessuno negli anni scorsi avesse mai sollevato dubbi sul credito vantato dal Comune. A quella lettera, confermano dalla società, non è arrivata alcuna risposta.

«Sono tre le domande – spiegano dallo staff dell’Isernia – che abbiamo posto: 1) Come mai, negli anni passati, il Comune di Isernia ha lasciato accumulare un credito così elevato senza attivare le procedure utili e necessarie per ottenere l’incasso, senza aver mai intimato la cessazione delle attività ai precedenti concessionari? 2) Come mai negli anni scorsi la situazione è stata sottaciuta e quindi di fatto cristallizzata nei bilanci del Comune? 3) Come mai oggi, alla luce di tutti i bei discorsi sullo sport, sul sostegno dell’attuale compagine sociale da parte di tutti, politici, amministrazione, tecnici, si decide di attivare ciò che in precedenza è passato come un diritto di altri? La risposta – concludono con amarezza dalla società biancazzura – è stato un cancello chiuso in faccia».

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