Io Amo Campobasso: «Pensiamo ad un nostro candidato»

Liberanome: «Pronti al dialogo, ma non c’è stato nessun contatto diretto con coalizioni»

CAMPOBASSO

Amministrative, «no a lista di appoggio per un candidato di un altro schieramento. Pensiamo ad un nostro candidato sindaco». Questa è la posizione ufficiale – almeno al momento – del movimento Io Amo Campobasso. A dirlo è la portavoce Paola Liberanome, che spiega come non ci sia stato ancora «nessun contatto diretto né con il centrodestra, né con il centrosinistra». «Il dialogo – dice l’avvocato Liberanome – lo vogliamo con tutti. Se qualcuno dovesse essere interessato al nostro progetto, siamo aperti al confronto». Il Partito Democratico ha palesato di guardare con interesse a Io Amo Campobasso, così come altre realtà della politica locale. Il manifesto degli intellettuali è ambito e ben visto e continua ad incassare adesioni. Anche di ex amministratori del capoluogo di regione. Ma per il momento, si lavora al programma, spiega la Liberanome. «Abbiamo riscontrato molto interesse per il nostro progetto e l’esigenza di partecipazione attiva alla vita politica da parte della gente». Io Amo Campobasso si è organizzato in gruppi di lavoro pronti ad analizzare le tematiche per un programma elettorale di successo, stilato sulle priorità della città capoluogo.
Il primo punto del manifesto di Io Amo Campobasso può essere racchiuso in una sola e importante parola chiave: identità. Si tratta di identità presente e, soprattutto, di identità futura. Da questo parte il progetto di Io Amo Campobasso, orientato a stimolare le attività produttive, favorire l’attività imprenditoriale e fornire alla stessa tutti i servizi di supporto necessari, includendo in tale ultima categoria anche tutti quei servizi culturali e sociali di cui una città si nutre e che solo un’Amministrazione locale può garantire a tutti. Abbandonare la «miopia locale», dunque, per ripensare la storia, le tradizioni e i valori socioculturali di Campobasso in un’ottica moderna, per costruire ed accrescere un patrimonio che possa garantire il futuro e la sopravvivenza stessa della nostra comunità. «Il futuro non può essere garantito – scrivono gli esponenti di Io Amo Campobasso – senza la conoscenza e la valorizzazione del nostro passato, a partire dal nostro tesoro più importante: i “Misteri”, ma senza dimenticare le arti musicali, l’acciaio traforato, il verde pubblico per il quale siamo stati rinomati per i secoli passati, un incantevole centro storico da recuperare in maniera decisiva, la straordinaria vocazione enogastronomica, la passione dei culti religiosi e non ultima l’inclinazione alla lentezza, che nel forsennato presente postmoderno può tornare ad essere un gigantesco volano turistico». Io Amo Campobasso riconosce che qualche passo in questa direzione sia stato fatto anni addietro, ma bacchetta le ultime amministrazioni accusate di aver proposto eventi spot e di aver «restituito un momento fatto di solo commercio ambulante e sfilata degli ingegni». «La crescita – commentano gli esponenti del nuovo movimento politico campobassano – è rappresentata dal superamento della festa popolare, dallo sviluppo di un Festival che generi turismo, cultura, commercio per il centro, le contrade, la città e i paesi vicini. Partendo da queste premesse, siamo certi di vedere Campobasso come una città europea, che punti cioè a vivere nel rispetto dei valori di un’Europa che per noi è oggi imprescindibile opportunità, di confronto e di sviluppo. Finanziamenti, Progetti, Erasmus, buone pratiche, conoscenza, sono tutti esempi concreti del perché sia anacronistico oggi avere posizioni di chiusura verso l’Europa Unita».