Insieme per ripulire l’arenile

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Vecchie reti da pesca, cerchioni, bottiglie di vetro, corde e tanta tanta plastica. E’ questo, come quasi sempre accade, il rifiuto che i ragazzi scout dell’Agesci hanno trovato abbandonata in quella che dovrebbe essere una spiaggia libera immersa nella natura incontaminata vicino al Circolo della Vela e all’Istituto Zooprofilattico, ma che come spesso accade è diventata una discarica a cielo aperto a causa dell’incuria e della mano dell’uomo.

Si è svolta anche a Termoli la manifestazione “Un mare da salvare” che ha visto decine di scout e i volontari di Legambiente rimboccarsi le maniche per pulire un tratto di spiaggia diventata ricettacolo dei rifiuti. Una iniziativa importante che ha puntato tutto sulla salvaguardia dell’ambiente, soprattutto quello marino, che spesso e volentieri è minacciato dai rifiuti prodotti dalle stesse attività (anche economiche) che ruotano attorno al mare. Quattro i rifiuti che vengono trovati sulle spiagge italiane per ogni passo che facciamo. Sono questi gli impietosi numeri che vengono fuori dall’indagine condotta da Legambiente e che non hanno fatto fatica a essere ritrovati anche in Molise dove, invece delle conchiglie, a farla da padrona è stata la plastica, il vetro o i pezzi di metallo. “Rifiuti spiaggiati gettati consapevolmente o che provengono direttamente dagli scarichi non depurati e dall’abitudine di utilizzare i wc come una pattumiera e soprattutto dalla cattiva gestione dei rifiuti a terra.

Su 78 spiagge monitorate, per un totale di oltre 400mila metri quadri, pari a quasi 60 campi di calcio – rendono noto da Legambiente – sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. La plastica si conferma la regina indiscussa tra i materiali più trovati, con un percentuale dell’80%, seguita da seguita da vetro/ceramica (7,4%), metallo (3,7%) e carta/cartone (3,4%). Sul podio dei rifiuti più trovati ci sono i frammenti di plastica, ovvero i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, anelli e tappi di plastica e infine i cotton fioc, che salgono quest’anno al terzo posto della top ten. I rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti nel 95% delle spiagge monitorate. Si tratta di oggetti creati per finire la loro vita immediatamente o poco dopo il loro utilizzo, come bottiglie, stoviglie e buste, e sui quali è necessario insistere a livello legislativo metterei a livello europeo, sia per la loro riduzione che per un più controllato e corretto smaltimento se si vuole affrontare con determinazione il problema del marine litter.

Si tratta di una esperienza unica che fornisce dati ed elementi per denunciare il marine litter, una delle più gravi emergenze ambientali dei nostri tempi al pari dei cambiamenti climatici. Per questo chiediamo all’Europa di essere ancora più ambiziosa nella sua strategia anti plastica, definendo nuove misure legislative per contrastare l’usa e getta, con la messa al bando di alcuni oggetti come ad esempio stoviglie, posate o bicchieri di plastica, per ridurre l’uso eccessivo di acque in bottiglia”. Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca. “Bisogna avere rispetto dell’ambiente in cui viviamo – ha dichiarato il sindaco Angelo Sbrocca agli scout e gli operatori Legambiente radunati al porto nei pressi della Capitaneria – il mare rappresenta soprattutto per noi di Termoli un elemento vitale e imprescindibile per la nostra salute. Quello che avete fatto oggi, prendervi cura della spiaggia e dell’ambiente, vi fa onore e deve servire da esempio a chi purtroppo non ha più rispetto della natura e quindi di se stesso. Ricordiamoci sempre che nessuno di noi può vivere bene se non in perfetta simbiosi con l’ambiente che lo accoglie”.

 

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