Inquinamento a Venafro, l’ex 5 Stelle Testamento attacca Antonio Federico

«Un famoso giallista inglese sostenne alcuni anni fa che talvolta, quando si è nei guai, per uscirne bisogna fare qualcosa di folle, inaspettato, al punto da paralizzare il nemico per la sorpresa. E’ chiaro che non mi sento nemica di nessuno e mai lo sarò, ma non si può non rimanere sorpresi di fronte alla “follia” del collega Antonio Federico di iniziare a occuparsi dei livelli insostenibili di inquinamento nella Piana di Venafro. Aveva bisogno di diventare capogruppo in Commissione Ambiente per rendersi conto che la qualità dell’aria a Venafro e dintorni è una delle criticità del Molise? È proprio il caso di dire : benvenuto nel club».


A dichiararlo Rosa Alba Testamento, Portavoce molisana di Alternativa alla Camera dei Deputati.
«Sarebbe bello sapere – continua la Portavoce – dov’era il collega Federico, in qualità di componente della stessa commissione Ambiente, quando mi sono recata più volte al Ministero e un giorno sì e l’altro pure telefonato agli uffici dell’ex ministro Sergio Costa per informarlo dei continui sforamenti di Pm10 e Pm2,5 e chiedere l’intervento urgente e diretto di ISPRA nelle attività di monitoraggio e caratterizzazione delle polveri inquinanti. Dov’era quando l’assegnazione dello studio epidemiologico al CNR era ostacolata da entità e soggetti locali non tanto misteriosi? E quando è “scoppiato” il problema della turbogas di Edison?

Non ricordo sue partecipazioni alle riunioni con i comitati locali o sue contrarie e pubbliche prese di posizione contro un impianto totalmente inutile e dannoso, l’ennesimo attentato al territorio e alla salute dei venafrani. Inoltre- prosegue – dov’era il collega Antonio Federico quando con alcuni emendamenti ho cercato più volte di introdurre nel nostro ordinamento l’istituto della valutazione di impatto sanitario nell’ambito degli iter riguardanti le Autorizzazioni Integrate Ambientali? Rispetto a tutti questi temi non ho mai visto da parte sua un grande interesse, sebbene io abbia chiesto più volte la sua collaborazione, ma alla luce delle ultime dichiarazioni confido in un suo maggiore impegno.

Per questo nel rispetto e per il bene dei cittadini la mia disponibilità a collaborare resta immutata, ma mi auguro che tra le principali fonti di inquinamento della Piana non continuino a essere annoverate solo il traffico veicolare (ipotesi in parte condivisibile) o la combustione domestica. Si abbia il coraggio di riconoscere le vere cause e non si continuino a tirare fuori teorie bizzarre come quella, ad esempio, formulata dall’Arpa Molise delle polveri provenienti dal deserto del Caucaso, un’ ipotesi che suscitò notevole ilarità a livello ministeriale» – conclude Testamento.