Ingegnere isernino “prigioniero” a Londra

Deve rinnovare il passaporto, ma ottenerlo dall'ambasciata italiana è diventata una chimera e nessuno risponde al telefono

Pma

Incredibile ma vero, migliaia di molisani che vivono e lavorano a Londra stanno vivendo un vero incubo nell’impossibilità di ottenere il passaporto, come ci ha segnalato personalmente un noto ingegnere isernino che lavora come manager in una società petrolifera inglese. «Una semplice pratica per rinnovo o per il rilascio del  documento, ormai indispensabile dopo la Brexit, è diventata una chimera. Il sito del consolato di Londra fornisce  solo in teoria “innumerevoli” canali di accesso alla  sede consolare di Farrington per poter prenotare,  solo prenotare, un appuntamento per l’ufficio passaporti. Ma nessuno di tali canali funziona».  Infatti il numero di telefono gratuito 020 7583 1634 da comporre in determinati orari è muto, impossibile prendere la linea a qualsiasi ora del giorno. Anche lo 0906 753 0251, che costa 75pence al minuto è muto. Il numero “has not been recognized” ripete un disco, l’hanno staccato. La terza via consiste, ma solo in teoria, nel collegarsi in determinati giorni della settimana “qualche minuto prima delle 19” per prenotare online.  Ma anche così non è possibile collegarsi, nessuno risponde.  E così la data di scadenza del passaporto si avvicina, e si rischia di rimanere senza un documento valido per tornare in Italia dai propri cari. Nella sua mail, l’ingegnere isernino racconta così a la sua odissea. «Mi sono recato personalmente anche all’ambasciata, sperando di risolvere il problema, ed ho visto l’indignazione di tanti connazionali. Addirittura un giovane ha minacciato di farsi arrestare, se non fosse riuscito ad ottenere un appuntamento, ma senza ottenere nulla». Il dr .Marco Villani,  nuovo Console Generale dell’Italia a Londra, si difende affermando che le domande sono tante, ma la giustificazione non soddisfa minimamente gli italiani, che si sentono presi in trappola. Con un passaporto scaduto non si va da nessuna parte, e si diventa anche “clandestini” in terra straniera, correndo il rischio di poter finire addirittura in manette. La situazione è nota alla Farnesina, ma per ora sono stati assunti solo tre impiegati in più, per smaltire l’arretrato. Ciò nonostante nulla è cambiato, chi cerca di contattare il consolato trova solo un ostile silenzio. Un pessimo biglietto da visita dell’Italia nel mondo.

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