Inflazione in aumento, Campobasso è la città meno cara d’Italia. E il Molise la regione più virtuosa

Per l’Unione Consumatori il capoluogo è il comune che più di tutti ha retto all’aumento dei prezzi: la spesa aggiuntiva per una famiglia è pari a ‘solo’ 1.263 euro contro i 2.658 di Bolzano

L’inflazione nel mese di luglio ha toccato il 7,9%, con il carrello della spesa salito del 9,1%. La corsa dei prezzi, però, non è uniforme in tutta Italia: l’Unione nazionale consumatori ha stilato la classifica delle città in base ai rincari, utilizzando i dati Istat.

La città di Bolzano è in testa con un’inflazione annua pari a +10%, che si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente di 2.658 euro. Al secondo posto c’è Trento, dove il rialzo dei prezzi del 9,5% determina un incremento medio di spesa pari a 2.486 euro per famiglia. Milano è terza.

La città più “virtuosa” per l’aumento dei prezzi è invece Campobasso

Con un’inflazione del 6,9%, la spesa aggiuntiva per una famiglia è pari a 1.263 euro. Seguono Catanzaro (+7,1%, +1.326 euro) e Bari (+7,8%, +1.354 euro).

Per quanto riguarda invece Roma, nella capitale c’è un’inflazione al 7,5%, inferiore alla media nazionale, con una spesa maggiore di 1.756 euro rispetto all’anno scorso. A Napoli invece i prezzi sono aumentati del 7,6% e la spesa è maggiorata di 1.538 euro

A livello regionale, invece, con un’inflazione annua a +9,7%, il Trentino è al primo posto, con un aggravio medio pari a 2.521 euro su base annua per famiglia. Segue la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del 7,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 2.001 euro, terzo il Veneto, +8,5%, con un rincaro annuo di 1.946 euro.

La regione più virtuosa è il Molise

Qui si registra una crescita dei prezzi del 6,9% (1.263 euro il rincaro medio a famiglia). Segue la Puglia con un aumento dei prezzi del 7,9% e un rincaro medio a nucleo di 1.279 euro.

A livello nazionale rallenta la corsa del prezzo dei beni energetici, ma secondo l’Istituto le tensioni inflazionistiche si stanno diffondendo agli altri comparti merceologici. Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende i prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, è salito da +8,2% a +9,1%, registrando un aumento che non si osservava da settembre 1984

Secondo i calcoli realizzati da Coldiretti, gli italiani spenderanno 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, non solo per l’inflazione ma anche a causa del taglio dei raccolti per la siccità. I prezzi della frutta fresca aumentano su base annua del +8,8% mentre quelli dei vegetali freschi del +12,2%. La categoria per la quale si spenderà complessivamente di più è quella di pane, pasta e riso, con un esborso aggiuntivo di quasi 115 euro, mentre carne e salumi costeranno 98 euro in più rispetto al 2021 e le verdure aumenteranno di 81 euro