Infermiera accusata di omicidio: è capace di intendere e volere

Rito abbrevisto: tra un mese, il 14 giugno, la discussione davanti al Gup di Isernia, Arlen Picano, e la sentenza

Anna Minchella era perfettamente in grado di intendere e di volere quando, secondo l’accusa della procura di Isernia, uccise un anziano ricoverato nel Reparto di Lungodegenza di Venafro, somministrandogli acido cloridrico. Nell’udienza di ieri  il Gup Arlen Picano ha ascoltato il perito Teofilo Golia che ha spiegato le ragioni per le quali la donna, accusata dell’efferato delitto, era perfettamente in grado di intendere e di volere, quando attuò il suo diabolico piano. Respinta la richiesta della difesa di una nuova perizia da parte di un collegio di specialisti. La donna – Anna Minchella – si trova in carcere da molti mesi. Lei continua ad urlare la propria innocenza respingendo ogni accusa. I fatti risalgono al giugno 2016: secondo l’accusa l’infermiera uccise Celestino Valentino, 76enne di Pratella (Caserta), per vendicarsi della figlia dell’uomo che aveva conservato il suo posto da infermiera a Venafro per via dell’infermità del padre, mentre la Minchella era stata trasferita all’ospedale di Isernia. Per uccidere il 76enne la donna utilizzò una siringa a spruzzo per iniettargli nel cavo orale l’acido cloridrico. L’anziano fu trasferito a Isernia dove morì alcuni giorni dopo. Determinanti per l’arresto dell’infermiera furono le immagini acquisite dal sistema di sorveglianza di un negozio dove comprò l’acido.

Fra meno di un mese, il 14 giugno, arriverà la sentenza sul processo con il rito abbreviato, nato dall’omicidio dell’anziano, ucciso nel suo letto d’ospedale con l’acido. Lei continua ad urlare la propria innocenza respingendo ogni accusa. Tre comunità scosse, tre interi paesi increduli davanti alle pesanti accuse che la Procura della Repubblica di Isernia ha lanciato sulle spalle di Anna Minchella, infermiera dell’ospedale di Venafro. Avrebbe ucciso – utilizzando dell’acido – un paziente di Pratella, padre di una sua collega di corsia. Lo avrebbe fatto per “punire” l’altra infermiera “colpevole” di non essere stata trasferita all’ospedale di Isernia al posto suo grazie all’infermità del padre. Presenzano è il paese natale di Anna Minchella. Dopo il matrimonio si trasferisce a Ciorlano, paese del marito. Alcuni anni fa, poi, la coppia comprò casa a Venafro e si trasferisce nel vicino Molise. Per esigenze familiari, tuttavia, Minchella e la sua famiglia ritornano a vivere a Ciorlano. La comunità di Ciorlano è incredula: tutti dipingono la famiglia Minchella come una famiglia normale, dedita al lavoro, serena. A Pratella chiedono giustizia i familiari Celestino Valentino, 76enne di Pratella, ucciso con acido cloridrico.

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