“Imprese e famiglia le mie parole d’ordine”

Determinato, risposta pronta “perché credo che il dialogo, unito sempre all’educazione e al rispetto, rappresenti la base della democrazia”, e progetti: così Donato Toma, 60enne, presidente dell’ordine dei commercialisti, si è presentato alla stampa. Sarà lui il candidato presidente per la coalizione di centrodestra. Una investitura avvenuta nella notte di ieri l’altro ( ‘benedetta’ anche dalla telefonata di Silvio Berlusconi) e che non è stata mai messa in  dubbio “malgrado nelle scorse ore una fake news annunciava la mia rinuncia”.

Una candidatura che ha messo d’accordo la maggior parte della base del centrodestra anche se Toma, senza nasconderlo, punta a ‘fare il pieno’: “Ho parlato con Iorio. Gli ho fatto una telefonata perché lui l’aveva fatta a me quando mi ha coinvolto in questa avventura. Gli ho trasmesso il mio pensiero. La mia la considero una coalizione inclusiva, dunque mi auguro che siano presenti al suo interno tutti coloro che sono vicini al centrodestra”. Ieri, al Rinascimento a Campobasso, intanto c’erano i consiglieri regionali Fusco, Cavaliere, Niro e Micone. Presenti anche l’avvocato Giovancarmine Mancini, Maurizio Tiberio, Pierluigi Lepore e tanti amministratori. “Sono contento di essere qui oggi – ha detto  Toma – iniziamo sotto un buon auspicio. Prima di tutto ringrazio i partiti della coalizione e i movimenti civici per  la fiducia riposta nel sottoscritto. In passato ho mostrato sempre lealtà verso le persone alle quali mi sono legato. Per me i rapporti umani sono fondamentali. Questa appena iniziata è un’avventura che mi affascina; sono un  esponente del mondo professionale, orgoglioso di essere un commercialista. Proprio per l’attività che svolgo sono a contatto con il mondo delle imprese, degli artigiani, etc; e dunque vorrei mettere la mia esperienza al servizio delle imprese, del territorio molisano.

Le imprese producono lavoro e permettono al territorio di svilupparsi, alle famiglie di restare nella propria terra d’origine e i lavoratori fanno sì che le imprese possano continuare la propria attività. Mi piacerebbe che in Molise si creassero tali percorsi ‘virtuosi’. Non ho avuto ancora modo – continua Toma – di ascoltare i protagonisti della realtà sociale molisana. Voglio essere attento alle esigenze di sindacati, associazioni, movimenti, della società civile etc. La cultura dell’ascolto per me è importante. Non solo ascoltare ma anche comprendere, per creare delle sinergie. Il Molise può e deve crescere ma abbiamo bisogno relazionarci anche oltre i nostri confini. Non voglio fare retorica ma chi non ha radici non ha storia dunque non ha futuro. I punti programmatici sono tanti – ha detto ancora Toma – e saranno oggetto di un’altra conferenza stampa ma nel frattempo mi piace elencarne alcuni. Per esempio da parte nostra non mancherà il sostegno al mondo produttivo.

Abbiamo bisogno che le imprese crescano. Senza loro non c’è futuro per il Molise. Dobbiamo creare sviluppo per fare impresa e porre le condizioni per maggiore benessere. Naturalmente dovremo pensare anche e soprattutto ai bisogni della popolazione molisana e dunque dovremo garantire sostegno alle famiglie in difficoltà. Dobbiamo avere un welfare che funziona. Altri punti del nostro programma sono quelli riguardanti la sicurezza e l’immigrazione. Mi sono trasferito in Molise all’età di 9 anni. Prima a Casacalenda, poi a Trivento, a Bojano e infine a Campobasso: e ho ricordi bellissimi, legati al fatto che ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza in strada, insieme ai miei amici, ricordo di quando giocavo a pallone sotto casa, in tutta serenità. Mi piacerebbe se ciò accadesse ancora. Grazie alla ‘sorveglianza sociale’ dei cittadini, che devono collaborare e grazie anche, ad esempio, a strumenti tecnologici quali le telecamere di videosorveglianza.

L’accoglienza? È giusto accogliere gli immigrati perché scappano da guerre carestie e malattie. Ma l’integrazione richiede una accoglienza adeguata, da svolgersi in maniera decorosa. Un territorio non può indiscriminatamente ricevere immigrati ma deve farlo secondo le proprie possibilità. Io sono per la società multiculturale ma sostenibile. Il lavoro? Vanno create urgentemente misure per i nostri giovani. Dobbiamo trovare delle motivazioni perché restino in Molise. Sappiamo come fare. E presto lo diremo. Vogliamo investire sull’inversione del trend occupazionale. Non necessariamente assumendo nella pubblica amministrazione. Trattenere i giovani significa formarli e poi continuare a seguirli con una formazione continua. Anche perché chi si forma si inserisce più facilmente in ambienti socio-lavorativi. Naturalmente anche le imprese devono essere formate, non solo i lavoratori. Il Molise? Per ora pronuncio solo tre parole: accoglienza cibo e paesaggio. Abbiamo un mix esplosivo che, messo in rete, farà sicuramente crescere la nostra regione. Naturalmente per accogliere turisti dobbiamo avere anche strade adeguate e dunque dobbiamo, tanto per fare un esempio, risolvere il problema delle frane.

Un investimento nelle infrastrutture, nelle strade, – ha continuato Toma collegandosi così anche al tema sanità – ci permetterebbe anche una riduzione degli ospedali. Ma al momento strade non ce ne sono e i poli ospedalieri esistenti vanno mantenuti. Agnone va tutelato. Termoli –Larino idem. Lo stesso per Isernia-Venafro. Campobasso dovrà essere invece il fulcro intorno al quale ruoteranno le altre strutture. Dobbiamo dunque investire su ospedali pubblici e su eccellenze. Queste ultime potranno essere pubbliche o private. Così come dobbiamo premiare i dipendenti che portano le strutture ad un grado di eccellenza. In ogni caso – ha detto ancora Donato Toma – questi sono solo alcuni dei punti del nostro programma che amplieremo ascoltando, come ho già detto le proposte che riceveremo dal mondo sindacale e dalle associazioni. Siamo convinti – ha infine concluso il candidato governatore che ha anche annunciato le dimissioni da asessore al Comune di Bojano – di poter governare in questa regione. I cinque stelle? Valutate le persone. Valutate cosa uno ha fatto. Valutate chi ci mette la faccia”. C.S.

 

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