“Impresa Italia” sul rilascio del Durc: troppe imposizioni

«La Cassa Edile non può assumere qualificazione di ente pubblico»

MAURIZIO ORIUNNO

CAMPOBASSO

Anche in Molise Impresa Italia, associazione che raggruppa imprese e cooperative edili e di servizi, porta all’attenzione della politica il problema riguardante il rilascio del Durc, il documento unico che rappresenta l’attestazione della regolarità contributiva, necessario per l’inizio lavori di un cantiere edile in Italia e che, dal 1 gennaio 2009, è stato esteso a tutte le ditte che lavorano in regime di appalto o subappalto di qualsiasi tipo di lavoro anche fuori dall’ambito dell’edilizia. In particolare il Durc viene rilasciato da Inps, Inail e casse edili per quelle aziende che aderiscono al CCNL di diritto comune (art.1372 CC).

Un fatto contestato da Impresa Italia: “Il rilascio del Durc da parte della Cassa Edile è dovuta al fatto che l’ente riceve, per accantonamento da parte delle imprese ad essa associate, salario differito (rate per gratifica natalizia e ferie). Pertanto le imprese edili che possono richiedere il Durc alla Cassa Edile sono solo quelle che applicano il CCNL stipulato dalle associazioni datoriali firmatarie della convenzione. Le ditte che applicano il CCNL non sottoscritto dalle predette associazioni, invece devono richiedere il Durc all’Inps o all’Inail.” Il problema sorge, afferma il presidente nazionale Domenico Surace, che “L’Inps, l’Inail, l’Ispettorato Territoriale del lavoro hanno dichiarato di non avere competenza in materia di rilascio del Durc, non precisandone il motivo e che l’Assessorato al lavoro della Regione Molise non ha preso in considerazione la richiesta di intervento, ritenendo altresì di non fornire nessuna risposta.” In buona sostanza, dunque, Impresa Italia contesta il fatto che l’imprenditore non può essere costretto ad obbligarsi al rispetto di un CCNL di diritto comune e, contemporaneamente versare ad un ente di creazione contrattuale, contributi che “incrementano il costo del lavoro”.

“La Cassa Edile – sostiene Surace – non può assumere qualificazione di ente pubblico né pubblica amministrazione, ma appartiene alla categoria delle associazioni non riconosciute ex art.36 cc anche se caratterizzata dal fatto di essere investita dallo svolgimento di funzioni assistenziali e previdenziali in favore dei lavoratori del settore edile. E’ doveroso ricordare che non è nel potere del giudice né tantomeno dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro imporre la scelta di un contratto piuttosto di un altro. Le imprese aderenti all’associazione Impresa Italia – conclude Surace – applicano nei confronti delle maestranze il CCNL ‘per i dipendenti della Pmi, della Cooperative del settore edile e affini’ depositato il 25 luglio 2018 che prevede retribuzioni superiori alla media e le prescrizioni assistenziali e previdenziali con un costo del lavoro inferiore agli altri contratti del settore”.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com