Il rumore dei ragazzi

di Sergio Genovese

A Termoli abbiamo letto di una disputa tra persone che rivendicavano il diritto di poter  dormire la notte contro la voglia di divertimento e baldoria dei ragazzi. Pare che sulla spiaggia di Rio Vivo per qualche giornata la musica si avvertiva fastidiosissima. Premesso che  i giovani  per genomi  hanno la vocazione per il divertimento che nessuno vuole comprimere, è doveroso rimarcare che spesso lo fanno violando il diritto del prossimo. Non sarebbe difficile trovare occasioni nelle quali le due posizioni non entrassero in conflitto ma spesso ai giovani manca il ragionamento utile per valorizzare il loro diritto al divertimento che molto spesso diventa offesa per gli altri. Come si fa a tollerare che oltre ai decibel che incrementano le voci notturne quando non sono accompagnate dalla musica tecno di locali che si adeguano, e sono colpevoli,  si debba accusare ricevuta di comportamenti incivili con i quali si rovinano monumenti, si imbrattano muri, si riempiono le strade e i marciapiedi di tutto quello di cui si è fatto uso nella notte da sballo. Ma vogliamo parlare di questo o  l’assunto è roba da fantascienza? Oppure vogliamo dare ragione a quei  buontemponi che sostengono che riempire le strade dopo gli happening, di bottiglie, bicchieri vomito ed urina, siano comportamenti da tollerare perché compiuti da giovani che vanno capiti .In tutta Italia le Amministrazioni stanno studiando iniziative per arginare  la movida  che sempre di più diventa oltraggiosa e pericolosa. Questo significherà qualcosa?  Se poi alle due di notte sotto al tuo balcone i ragazzi festeggiano i compleanni facendo il conto alla rovescia fino a far esplodere le corde vocali , le persone che sobbalzano dal letto avranno pure  diritto a protestare e ancor di più .ad essere tutelate? Ci sono luoghi delle città considerati zone franche dove avviene di tutto e di più e dove il controllo delle forze dell’ordine, diciamolo francamente, è sempre annunciato ma mai praticato per gli effetti sperati. L’altro giorno in Piazza S.Leonardo di Campobasso che patisce insidie notturne ma anche diurne, si è tentato di dissacrare  la Chiesa visto che sono stati collocati  davanti alla porta i resti dei festeggiamenti della notte precedente come se fossero reliquie.  Dunque come coniugare il diritto del giovane al divertimento ed il diritto di un cittadino che vorrebbe vivere in casa con il favore della serenità? Basterebbe un po’ di buona volontà e senso di rispetto per gli altri senza elencare altre astruse strategie. Il problema è che nessuno è più disposto ad usare la buona volontà perché in ognuno alberga la rincorsa per l’esclusivo piacere personale  a qualsiasi condizione. Quei buontemponi  che invocano tolleranza sono coloro che non patiscono il problema per questo si atteggiano a pedagoghi di livello. Ci piacerebbe valutarli quando di giorno e di notte la loro  casa fosse assalita da urla, bestemmie e tanfo di urina. Il diritto  per i giovani è uno spazio senza limiti e senza regole,   il dovere invece è  materia da studiare a scuola nella speranza di strappare un sei striminzito.   Fa più rumore però il silenzio di quelli che  dovrebbero difendere certi valori civici  che assicurano impegno ma appalesano indifferenza e negligenza. Quando si affrontano certi problemi i genitori sostengono che i loro figli sono bene educati, i professori affermano che i propri studenti è impossibile vederli coinvolti in certi comportamenti, gli allenatori di sport urlano che i propri atleti non sarebbero mai incivili. Insomma quelli che si muovono e si incontrano facendo rumore sono i figli di nessuno e ne sono tanti. Proprio questa omertà è paragonabile alla musica metal che ti inibisce il cervello con le cuffie  sostituite dagli altoparlanti