Il privilegio di sedere al tavolo giusto

di Marianna Meffe

La Partita del Cuore è un evento calcistico con finalità di beneficenza che si disputa ogni anno tra la Nazionale Cantanti e un’altra squadra scelta tra gli esponenti di altre categorie (politici, piloti eccetera).

Quest’anno tocca ai Campioni per la Ricerca e tra gli invitati c’erano anche Aurora Leone e Ciro Priello, dei TheJackal, noto gruppo comico del Web.

Esatto, c’erano. Peccato che durante la cena della vigilia, in vista della partita che si terrà oggi 25 maggio all’Allianz Stadium (Torino), si sia scatenata una bufera.

Come spesso succede durante i momenti conviviali, capita che gli ospiti si alzino dai propri tavoli per sedersi vicino ad altri amici. Aurora e Ciro, sedutisi momentaneamente al tavolo dei cantanti, sono stati invitati ad allontanarsi.

Pensando che la richiesta fosse dovuta al fatto che erano seduti al tavolo degli avversari, i due ragazzi hanno fatto per alzarsi.

Poi, la doccia fredda: “No Ciro, tu puoi restare. È solo lei che deve andare. Sei una donna non puoi stare qui, queste sono le nostre regole.”

Di quali regole si tratti, dato che parliamo di una partita di beneficenza e non della Champions League, non è ben chiaro.

Certo è che non c’è nulla da equivocare. Aurora Leone è stata considerata esclusa dall’evento perché donna, nonostante avesse ricevuto una convocazione ufficiale e non fosse certamente lì nelle vesti di accompagnatrice di una figura maschile.

Quando ha protestato, dicendo di avere una convocazione e un completo per giocare si è sentita rispondere che il completino avrebbe dovuto indossarlo in tribuna, perché da quando in qua le donne giocano.

Ufficialmente, almeno dal 1946.

Eppure, 75 anni dopo siamo ancora qui a sentirci dire che il calcio non è roba per noi e il nostro posto è quello di amabili e graziose supporters che fanno il tifo dalla tribuna.

La parte divertente del tutto è che agli ospiti dell’evento sono state regalate delle mascherine con la simpatica scritta “no alla violenza sulla donne”.

Un supporto a una categoria che vale solo in determinati casi, dunque.

La vicenda di Aurora Leone è solo la punta dell’iceberg di un sistema che, quando non apertamente maschilista, è bravo a dare il contentino. “Siamo con voi, vi supportiamo. Ma vi stiamo facendo un favore, quindi occhio a non chiedere troppo” Che cosa sia troppo poi, ovviamente è soggettivo e variabile: evidentemente persino stare sedute a un tavolo può essere troppo.

Come se il rispetto fosse un favore e non un dovere.

Come se una frase su un cappellino o una mascherina potesse dare un contributo concreto alla lotta, come se bastasse quello per sentirsi legittimati a comportarsi male il resto del tempo, perché tanto la tua parte l’hai fatta.

Le uniche parole dalla Nazionale Cantanti sono arrivare tramite una storia dal loro profilo Instagram, poi cancellata, dove con una lunga sfilza di nomi si citavano le donne che nel corso degli anni avevano supportato i loro progetti. Si parlava di come la maggior parte del loro staff fosse femminile e di come la Nazionale non abbia mai fatto distinzioni di sesso.

Insomma, si parlava di tutto tranne che di quello che è successo.

Una volta messa in chiaro la propria posizione alla girls-can-do-it, ecco che in ultima battuta arriva l’unico commento a riguardo della vicenda: nelle ultime righe si legge “la Nazionale cantanti non è mai scesa a compromessi: non possiamo accettare arroganza, minacce e maleducazione dai nostri ospiti”.

Scusarsi non è di certo tra le opzioni.

Quali siano le parole volate tra le due parti non lo sapremo mai di certo. Quello che sappiamo però è che, stando a questa versione, Aurora avrebbe dovuto ringraziare di aver avuto l’onore di poter sedere al tavolo dei grandi per un po’, incassare il colpo, tornare a casa in silenzio e indossare il completino in tribuna il giorno dopo.

Ma né lei né Ciro ci sono stati: hanno protestato e in cambio sono stati allontanati dall’albergo.

Insomma, ragazze, altro che femminismo: qua dobbiamo ringraziare perché ci dedicano le mascherine.

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I due ci hanno tenuto però a ricordare che quanto accaduto non deve inficiare l’importanza dell’evento: “la raccolta dei fondi per la ricerca contro il cancro ha la priorità, niente deve contrastare la causa per cui si organizzano queste partite” ci tiene a far sapere Aurora sui suoi social.

Quest’anno si può donare al numero 45527.