Il presidente del Parlamento albanese Ruci a Portocannone, «Orgoglioso di essere qui»

Gramoz Ruci insignito della cittadinanza onoraria di Portocannone dal sindaco Caporicci

Pma

REDAZIONE TERMOLI

E’ arrivato a Portocannone nell’ambito delle visite istituzionali «Perché in questa comunità non era mai venuto nessuno». Un giorno di festa storico per una delle quattro comunità arbereshe bassomolisane che hanno ricevuto la visita del presidente del Parlamento albanese, Gramoz Ruci. Prima l’arrivo assieme alla delegazione albanese, l’accoglienza con gli inni delle due realtà, quella albanese e quella italiana, poi l’incontro con la cittadinanza e lo svelamento del busto di Giorgio Skanderbeg, l’eroe albanese che ha combattuto contro i Turchi. Una giornata di festa che ha visto la partecipazione anche delle altre comunità arbereshe e dei tanti alunni di Portocannone «Perche non volevamo privare loro della possibilità di essere qui oggi», ha affermato il sindaco Giuseppe Caporicci, che ha chiuso, di fatto, un percorso avviato dalle amministrazioni comunali che lo hanno preceduto con gli ex primi cittadini a presenziare all’appuntamento. Portocannone, infatti, si è candidato come Comune capofila del progetto Interreg Italia-Albania-Montenegro. Una comunità che affonda le sue radici proprio nella cultura albanese «Portando avanti precisi valori di comunità, accoglienza e fratellanza – ha affermato Cristina Acciaro – in Italia siamo 100mila e siamo tra le minoranze linguistiche di numero maggiore. Alcune comunità hanno perso, però, la loro identità originaria». Cosa che non è avvenuta a Portocannone dove si parla comunemente sia l’italiano che l’arbereshe. «Siamo attaccati all’Italia che consideriamo la nostra patria – ha proseguito la Acciaro – ma abbiamo sempre nel cuore anche la nostra patria di origine». A prendere parola è stato poi Gramoz Ruci. «Sono molto orgoglioso di essere qui davanti a voi oggi, dove i miei connazionali albanesi vivono». Il presidente del Parlamento albanese ha poi puntato l’attenzione sulla figura eroica di Skanderberg che «Ci ha legato con il cristianesimo, con la cittadinanza europea e con l’Italia. Lui, infatti, non ha lottato solo in Albania, ma anche nel sud Italia per più di un anno». E dopo alcune ‘chicche’ regalate da Gramoz Ruci che ha confidato di tifare per la nazionale italiana a prendere parola è stato il sindaco di Portocannone. «Questo percorso è iniziato da lontano – ha ricordato il Caporicci – già dopo la caduta del muro di Berlino c’è stata una prima grande accoglienza degli albanesi con Portocannone che è diventato un punto di riferimento». Un dialogo con l’altra sponda dell’Adriatico che, però, non è sempre semplice. «In questi anni abbiamo stretto tanti gemellaggi – ha ricordato il primo cittadino – ma capite bene che per paesi così piccoli che hanno anche difficoltà logistiche e di risorse non è facile. Abbiamo fatto anche un gemellaggio con il Comune di Cruia che ci ha donato la copia della spada di Skanderbeg e stiamo attivando ogni strumento possibile per non perdere l’unicità di cui siamo testimoni e che dobbiamo preservare il più possibile dalla omologazione di questo periodo. Abbiamo creato la basi per una bozza di rete tra Comuni e per cercare di mettere a frutto tutte le opportunità che la legge sulle minoranze linguistiche mette a disposizione. Si tratta di una legge che è ancora sotto utilizzata ma il nostro obiettivo è quello di creare un nucleo di lavoro per non fare andare dispersa la nostra cultura, per continuare a preservare la nostra unicità e diventare anche una leva economica per il nostro territorio». Di qui la decisione di conferire la cittadinanza onoraria al presidente albanese e scoprire insieme a lui il busto di Skanderbeg che resterà nella piazza principale del paese.

Questo sito utilizza cookie per migliorare l'esperienza per l'utente. Per ulteriori dettagli puoi consultare la pagina dedicata. Accetta Dettagli