Il Pd: quando si parla del Cardarelli ci riferiamo alla tutela della sanità regionale (VIDEO)

Un documento con diverse proposte presentato dai 4 consiglieri al Comune di Campobasso e sottoscritto anche da altri 14 sindaci della regione

«L’attuale ondata si sta caratterizzando per una diffusione capillare, ed una distribuzione del contagio che sta interessando praticamente tutte le aree della nostra Regione. Il numero di contagiati asintomatici e domiciliati, e di conseguenza i contatti stretti da osservare, sta aumentando. È necessario perciò creare – hanno detto i rappresentanti del Pd al Comune di Campobasso (Salvatore, Chierchia, Trivisonno e Battista) – una rete territoriale capace di maggiore presenza assistenziale, e lo si deve fare attraverso la sinergia tra ente sanitario e civile. Si può proporre pertanto di: – Creare (fino alla fine dell’emergenza sanitaria) delle Unità Civico-Sanitarie Territoriali, raggruppando bacini di popolazione di 6-7000 ab., soprattutto nelle aree di regione più distanti dai centri abitati più grandi; la direzione di tali unità dovrebbe essere rappresentata in maniera congiunta da Sindaci delegati (in tanti hanno firmato il documento) e Medici Curanti o Ufficiali Sanitari. – Il coordinamento congiunto tra rappresentanti dell’autorità sanitaria e rappresentanti dei comuni permetterebbe di: assistere in maniera più capillare e costante la popolazione contagiata; avere maggiore contezza della reale diffusione del virus in un determinato territorio, monitorando meglio l’andamento epidemiologico e la validità delle misure attuate; razionare la richiesta di risorse e materiali in base alle necessità; applicare le disposizioni vigenti tenendo conto delle caratteristiche della popolazione e del suo territorio. – Istituire o potenziare un centralino telefonico nei vari distretti sanitari che contatti direttamente e frequentemente coloro che sono in isolamento domiciliare, per monitorare lo stato di salute, i parametri, per dare comunicazioni e spiegazioni sulle disposizioni sanitarie, o semplicemente per supporto psicologico, tenendo conto che il virus colpisce tutte le fasce di età e popolazione. – Re-isituire nel maggior numero di comuni possibili punti sanitari per prelievi, visite mediche, e naturalmente per esecuzione di test di screening per il Covid, per maggiore identificazione dei soggetti asintomatici inconsapevoli; ma al tempo stesso, puntare a portare almeno le maggiori specialità ambulatoriali più vicino ai cittadini, che purtroppo rischiano di non diagnosticare in tempo l’insorgenza o il peggioramento di patologie importanti (vedi cardiovascolari), per paura di contagiarsi recandosi negli ospedali o nei poliambulatori pubblici o privati».