Il Molise tra le regioni dove si registrano meno parti

Si decide di diventare mamme sempre pi? tardi, non prima dei trentatr? anni. Il quadro fatto dal ministero della Salute, si conclude poi con un aumento considerevole dei figli unici e con un numero delle nascite che continua a calare, e si attesta a 503.272 nel 2013. Di questi, ancora uno su dieci avviene in punti nascita con meno di 500 parti annui, soglia minima, secondo l’Organizzazione mondiale della sanit?, affinch? possa essere considerato ‘sicuro’. Ancora troppo alto il numero dei cesarei pari al 35,5% dei parti, con picchi del 53,8% nelle case di cura private contro il 33,1% degli ospedali pubblici. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sull’evento nascita, a cura dell’Ufficio di Statistica, che illustra i dati rilevati nel 2013 dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto (CeDAP). I livelli pi? elevati di fecondit? si registrano al Nord nelle Province Autonome di Trento e Bolzano e nel Mezzogiorno in Campania e Sicilia. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono invece Sardegna, Basilicata e Molise. L’ 88,3% dei parti, ma con ampia variabilit? regionale, avviene negli Istituti di cura pubblici o convenzionati, l’11,7% nelle case di cura private e solo lo 0,1% a casa. Un parto su 5 ? relativo a madri di cittadinanza non italiana, in particolare al Centro Nord e in regioni come Emilia Romagna e Lombardia, dove arriva al 30%. L’et? media al primo figlio, infine, ? per le italiane in quasi tutte le Regioni superiore a 31 anni, mentre per le straniere ? di 27,9 anni. (corrierequotidiano.it)

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