Il Molise su Repubblica con la classifica dei migliori posti dove mangiare il ‘brodetto’ di pesce

Ancora il Molise sulla cresta dell’onda con un nuovo articolo di repubblica.it dedicato ai dieci miglior posti dove mangiare il ‘brodetto’ di pesce tra Abruzzo e Molise. “Dal territorio teramano al confine con le Marche, passando per la costa dei trabocchi, fino ad entrare nel Molise non più considerata solo regione di passaggio per raggiungere la Puglia -si legge nell’articolo a firma del giornalista Giovanni Angelucci- si può godere di una qualità diffusa, diversificata e soprattutto autentica. E tra i 10 ristoranti selezionati 3 sono molisani e si trovano precisamente a Termoli. Si tratta di ‘Moriello 2.0, Osteria dentro le mura di Antonio Terzano e da Nicolino. 


Moriello 2.0. Qui tutto parla di mare, dai pesci locali preparati e serviti al carpaccio alle pizze fritte con pomodori secchi, bietola e cotoletta di sgombro. Un’osteria di quelle che tutte le regioni italiane dovrebbero avere, in cui ogni giorno va in scena l’inno alla cucina tricolore. Il volto è quello di Leonardo Moriello e le mani pure: valido oste che guida i clienti nella scelta dei piatti e grande cuoco conoscitore del mare che crea ogni giorno piatti gustosi e diversi. Pochi tavoli ma tanta scelta proveniente da quella cucina a vista in cui viene esaltato il sapore dell’Adriatico: frittelle di totani e zenzero, brodetto di razza con le taccozze fatte a mano, le acciughe ripiene di ricotta di Capracotta, i tagliolini finocchietto, zenzero e gamberi rossi marinati e l’imperdibile frittura di paranza. Da non perdere lo spaghetto con salsa di caciocavallo, buccia di limone, scampi crudi. Merita uno sguardo approfondito la carta delle ostriche (unico prodotto non locale) e la selezione di vini naturali.

Osteria dentro le Mura – Termoli di Antonio Terzano. Quando si lavora con dedizione e passione si nota e l’esperienza non può che trarne benefici. A Termoli la sosta obbligatoria è rappresentata da quest’osteria guidata da Antonio Terzano e da sua moglie Lina Di Pompeo dedita alla sala e alla selezione dei vini che, tra passione per il mare e cucina genuina, creano un connubio vincente. Un solido riferimento in città dove la regola vuole che si onori il brodetto alla termolese ma la proposta della coppia annovera anche altre specialità iper tipiche come il pappone, zuppa di pesce senza spine, razza, polpo, canocchie e pane raffermo, un piatto che si faceva solo in barca. E ancora la minestrina di cicale e scampi, il tortino di parmigiana di alici, il moscardino in purgatorio (polipetti leggermente piccanti affogati con cipolla e vino bianco). La suggestiva vista sul mare è compresa nel prezzo.

Da Nicolino – Termoli. Dal 1975 la famiglia Caruso diffonde la cultura della cucina marinara termolese, sempre con la stessa dedizione e posizione, di fronte al Castello Svevo a due passi dal Borgo Vecchio della città. Qui si giunge per provare le buone proposte del ristorante ma per gli avventori alla prima visita l’obbligo è di ordinare il brodetto alla termolese di Nicolino, la cui ricetta è rimasta invariata nel tempo. Sulle solide basi costruite decenni fa, sono ora i tre fratelli Caruso a mantenere alta la bandiera di famiglia, continuando a perpetuare con merito, e gusto, la tradizione di una cucina termolese genuina e autentica: in carta i paccheri Tornola con scampi e pomodori molisani, le polpettine di merluzzo, la tipica ricetta di seppie e piselli.

(Foto brodetto di pesce da Nicolino)