Il Molise “resiste” grazie alla Street Art e conquista le riviste di settore (LE FOTO)

Civitacampomarano, Santa Croce di Magliano, Campobasso. Il Molise che esiste e resiste si vede anche nella street art, l’arte di strada che ha portato negli anni artisti anche di calibro internazionale a realizzare delle vere e proprie opere d’arte sulle facciate dei palazzi. Tanto che in Molise sono nati due festival proprio per celebrare questa nuova forma d’arte che riesce a coinvolgere i più giovani. Ed è proprio alla street art che è stato dedicato un articolo da parte di “Travel on art”, il blog che si occupa di viaggi attraverso l’arte. Il viaggio in Molise inizia da Civitacampomarano, borgo di 300 anime nelle colline della provincia di Campobasso che da anni organizza il “Cvtá Street Fest”, un festival di arte urbana con art direction di Alice Pasquini. L’artista romana in realtà ha iniziato a portare nel borgo le sue opere già dal 2015, quando è stata invitata dall’amministrazione comunale per realizzare una sua opera nel borgo. Alice Pasquini, avendo parte della famiglia originaria proprio di Civitacampomarano, ha deciso di non limitarsi a realizzare un’opera, ma di creare un percorso di rinascita. Dal 2016 sono stati più di 20 gli artisti provenienti da tutto il mondo a lasciare il proprio segno sui muri del borgo, gran parte di loro con opere di piccolo e medio formato, che ti spingono quindi ad esplorare ogni angolo del borgo e ad osservare con attenzione ogni dettaglio.

Da Thiago Mazza a Jan Vormann, da 2501 a Alberonero, passando per Hitness, Biancoshock e ovviamente Alice Pasquini. Opere murali e installazioni (di queste purtroppo quasi nessuna è più visibile) si sono alternate creando un racconto personale della propria permanenza a Civitacampomarano. Una iniziativa che vede la partecipazione attiva dei residenti del posto ed è diventato un appuntamento imperdibile nel corso delle estati per evitare lo spopolamento.

A Santa Croce, invece, esiste e resiste il “Premio d’arte Antonio Giordano”, nato nel 2014 per commemorare Antonio Giordano, importante artista molisano esponente della Transavanguardia. Il progetto si è posto fin dalla prima edizione come un importante mezzo di coesione sociale, grazie al coinvolgimento di ospiti della casa circondariale, richiedenti asilo, bambini e ragazzi delle scuole che sono stati formati e a cui è stata offerta la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso il lavoro cooperativo. Tutto questo ha portato nel borgo una serie di opere di artisti contemporanei di grande rilevanza come Millo, ZED1, Andrea Casciu, Bosoletti, Camilla Falsini, Giulio Vesprini, Nemo’S, Guerrilla Spam e tanti altri.

Ogni intervento è nato da una residenza d’artista, quindi non è stato calato dall’alto, ma è stato sviluppato durante un periodo di confronto con la comunità locale.

A Campobasso, il progetto Draw the Line ha portato alcuni dei più grandi nomi internazionali dell’arte urbana a realizzare opere uniche sulle facciate della città. Tra questi spicca sicuramente Blu che proprio nel capoluogo molisano ha realizzato 4 opere, ma oltre a lui anche Milu Correch, Peeta, MACS, Vesod, Made514 e tanti altri. Il progetto è nato nel 2011 e proprio nel 2021 ha celebrato i 10 anni di attività. Tra le zone di Campobasso dove si possono trovare il maggior numero di opere di Draw the Line ci sono il quartiere San Giovanni con via Liguria, via Marche, via Novelli e infine il terminal degli autobus che ha anche un’opera di Roa e una di Alleg, oltre a quella di Blu.

QUI L’ARTICOLO COMPLETO – Foto in alto e nella gallery tratte da Travel on Art