Il Molise non esiste? Falso! Storie e tradizioni testimoniano il contrario

È la noncuranza di molti a renderlo poco conosciuto

Francesca Ciccarelli e Mary Noemi Di Nezza

La nostra regione è forse tra le meno conosciute d’Italia, tanto che, da anni, siamo etichettati e conosciuti dal resto della nazione con il seguente termine: “La regione che non esiste”. Il problema non risiede nel nome in sé, ma nel fatto che noi stessi molisani permettiamo tutto ciò a causa dello scarso interesse e dell’altrettanto scarsa conoscenza che abbiamo del nostro territorio. Il Molise è una regione molto bella e ricca di opportunità da offrire, sarebbe, per tanto, appropriato sentire un legame più profondo con le nostre tradizioni, trovare il tempo per esercitarle e conoscerle in maniera più approfondita rendendole parte di noi perché essa rappresenta chi e cosa siamo ed è tutto ciò che ci appartiene. Un buon inizio per poter valorizzare al meglio la regione è conoscere le tradizioni di alcuni paesi presenti in ogni fascia del Molise.

La “n’docciata” di Agnone è una tradizione tipicamente natalizia. Si svolge l’8 e il 24 dicembre con una processione che prevede una sfilata di enormi fiaccole costruite artigianalmente lungo il corso del paese. La tradizione ha avuto inizio nell’epoca romana, in cui i sanniti usavano le ndocce come fonte di calore e luce per illuminare il sentiero durante gli spostamenti notturni. Questo processo fu poi ripreso verso il XVIII dai contadini per illuminare il percorso che portava alle chiese durante la notte di Natale.

La Fiera d’ottobre di Larino. La fiera rappresenta un’occasione per le aziende artigianali, agricole, industriali, commerciali e turistiche di vendere i propri prodotti e sponsorizzarli. Questa fiera ha origini romane ed era una ricorrenza molto conosciuta, tanto che Cicerone le ha dedicato qualche verso nel Pro Cluentio. Inizialmente si festeggiava a maggio, ma poi ci fu una traslazione ad ottobre (forse) per la transumanza che favoriva lo spostamento dei contadini e il gregge.

La perdonanza di Frosolone. È la festa principale del paese e si svolge il 1 agosto. Consiste in una sfilata di carri allegorici che rappresentano dei piccoli sketch teatrali della vita quotidiana di un tempo in cui si svolge un torneo che prevede come vincitore il carro più bello. Spesso questa ricorrenza è allietata da prodotti tipici come il baccalà e peperoni. Le origini risalgono all’antico rito francescano delle Passate, ovvero il passaggio fisico e metaforico in cui i cristiani passavano dall’anno vecchio al nuovo, in cui i pellegrini giungevano a Frosolone con la croce ed il campanello, dormivano all’aperto attorno alla chiesa aperta, per compiere questo antico rito col quale si lucravano le indulgenze. All’inizio del secolo scorso si è deciso di festeggiare questa giornata nel modo in cui la viviamo oggi.

Il Ver Sacrum di Bojano Una tradizione che ha lo scopo di far conoscere ciò che rappresentava una festa importante per i sanniti, appunto il Ver Sacrum (la Primavera Sacra). La festa si svolge in primavera e prevede la ricostruzione di vari riti tra cui la migrazione verso il paese e il matrimonio, celebrati da persone che indossano costumi d’epoca. Essa simboleggia il momento in cui gli italici migrarono, capeggiati da Comio Castronio e accompagnati dal bue sacro, verso nuove terre in cui insediarsi e il matrimonio era dovuto alla scelta della donna da parte del guerriero simbolo di buon auspicio verso l’inizio di una nuova vita.

Le Maitunate del Molise Sono un insieme di canti, ritornelli e stornelli cantati per le vie nei giorni di Natale e Capodanno, da un gruppo di paesani, che chiedono qualcosa da mangiare alle porte delle famiglie. Nacquero dai canti dei pastori molisani e abruzzesi del 1700 e da allora è una tradizione che viene praticata in Molise. Ricorrenza di San Valentino di Campobasso Ogni anno a San Valentino viene ricordata la storia di due amanti, una tragedia come quella shakespeariana. Delicata e Fonzo sono i due protagonisti che avevano l’unico peccato di appartenere a due grandissime famiglie dell’epoca a appartenenti però a due confraternite diverse. I due si vedevano spesso di nascosto, perché i genitori non volevano affrontare uno scandalo tra le proprie confraternite, le quali insegnavano ad unirsi solo con i propri alleati. Un giorno il destino volle che il padre di Delicata scoprì i due amanti e, preso dall’ira, rinchiuse la figlia in una torre altissima dove ella si ammalò. Intanto Fonzo era andato in Francia per combattere la guerra e a Delicata le fu imposto, inutilmente, di scegliere tra il diventare suora e lo sposare qualcuno della propria confraternita. Passò il tempo, ma ciò che provavano i due amanti non cambiò mai. Fonzo tornò dalla guerra e, poco prima che il parroco portasse alla giovane i Sacramenti, chiese all’amata di sposarla. Quest’ultima, sorrise, gli strinse la mano e così esalò l’ultimo respiro.

L’incendio del castello di Termoli è un affascinante evento della tradizione che si svolge la notte del 15 agosto di ogni anno, La città rivive attraverso rappresentazioni particolari, uno degli eventi più importanti e allo stesso tempo più tragici della sua storia, infatti, ricorda l’evento storico del 1566 in cui ci fu l’assalto da parte delle truppe ottomani guidati da Pialj Pascià, il castello fu assediato e incendiato. L’incendio del castello è una vera e propria esplosione di luci fuochi pirotecnici che circondano il castello Svevo.

I Misteri di Campobasso è una sfilata allegorico-religiosa che ha origine nel XVI secolo in occasione della visita del feudatario dell’epoca. La processione consiste nel far sfilare per tutto il centro di Campobasso i Misteri, ovvero rappresentazioni di scene bibliche di vari santi, interpretate da campobassani che devono stare per tutta la sfilata su delle strutture create da ferrai campobassani tra i 1718 e il 1781. Questa festa viene festeggiata in occorrenza del Corpus Domini.

Manifestazione dei Trinitari e dei Crociati La manifestazione trae origine dalla pace tra crociati e trinitari, rievocando così l’avvenimento storico avvenuta a Campobasso nel 1587. Di solito viene effettuata in concomitanza con i festeggiamenti del corpus domini. Sul sagrato della chiesa cattedrale in cui sono presenti i due gruppi preceduti dai banditori a cavallo e seguiti dagli incappucciati dei popolani con bandiere e vessilli, dagli sbandieratori, dai dignitari, dalle dame e dagli sposi, in una piazza prefettura appositamente addobbata, giunge l’araldo che nel ricordare brevemente i tristi episodi della lotta tra le due congreghe, invita il popolo ad una pace duratura. Ovviamente tutti i gruppi in questa manifestazione sono vestiti con costumi d’epoca.

I mesi dell’anno a Bagnoli del Trigno È una festività carnevalesca che si festeggia, appunto, l’ultimo giorno di Carnevale. Anticamente veniva svolto da contadini a cavallo di asini e accompagnati da musicanti, vestiti con foggia tale da significare i vari mesi dell’anno e appunto girando per le strade del paese cantando le canzoni dei mesi. Protagonista indiscusso della festa era Francische r’giuller, maschera carnascialesca di origini bagnolesi che, a cavallo di un asino, assungeva al ruolo di re carnevale che cantava “sanghe d serenella“canzone in cui da poveruomo qual’era dichiarava la sua gioia di vivere e il sentimento per la sua amata Pacchianella.