Il “medico verde”, un piacevole coadiuvante

di Luigi Castellitto

Con la bella stagione, la visita dal medico può sfociare in una ricetta inusuale, che non porta – solo – in farmacia, ma anche in luoghi aperti, vasti, verdi…
Gli anglosassoni la chiamano Nature Prescription, in Scozia è un’idea ormai parte integrante del sistema sanitario: i medici che aderiscono al programma raccomandano ad alcuni pazienti, principalmente chi soffre di ansia, depressione, diabete e ipertensione, delle “dosi” di natura, che diventano parte integrante della terapia tradizionale. Il programma è gestito da un partenariato dal forte valore simbolico, fra il National Health Service del Regno Unito e la Royal Society of the Protection of Birds, un ente per la conservazione della natura, e la sua sperimentazione è iniziata in una decina di cliniche pubbliche.
Se gli spazi per attuare questo trattamento non mancano in Scozia, del Molise, notoriamente, si può dire altrettanto. Non vi saranno brughiere estese, ma i paesaggi sono altrettanto utili nel senso del fine della “cura”: scenari montuosi, collinari, marini, e anche i centri urbani, al contrario di altre realtà più difficili, possono vantare dei piccoli polmoni verdi. D’altronde non c’è bisogno di chilometri e aree sconfinate, anche solo una passeggiata, l’andare a lavoro a piedi, sedersi in un parco ed evitare zone affollate e ricche di inquinanti possono essere utili. Gli esperti elargiscono consigli e suggerimenti ai loro pazienti su quali attività all’aria aperta potrebbero svolgere. Per esempio, durante l’estate, si incoraggerebbero a fare passeggiate sulla spiaggia, in primavera, invece, potrebbero esplorare nuovi sentieri o imparare a riconoscere flora e fauna. Nei mesi freddi non ci si ferma, gli interessati saranno ancora invitati a uscire, anche se per periodi di tempo più brevi, magari svolgendo attività come la raccolta di funghi, la catalogazione delle foglie o le camminate su neve. In definitiva, i pazienti sono invitati a uscire di casa in qualsiasi condizione atmosferica, per mantenere un collegamento diretto con la natura per tutto l’anno.
Gli studiosi commentano, sottolineando che tutto questo può concretamente offrire vantaggi: «Esiste una prova schiacciante che la natura abbia benefici per la salute del corpo e della mente, l’idea non è nuova. Il concetto di vivere la natura, inoltre, va al di là del puro esercizio fisico. La componente naturalistica, infatti, è una parte fondamentale della terapia, perché aggiungendo rilassamento e distensione si apporta un miglioramento conclamato delle condizioni psichiche dei pazienti. Ormai da anni si dispensano consigli e indicazioni non solo a pazienti affetti da patologie croniche come obesità, malattie metaboliche, psichiatriche, respiratorie e cardiache, ma anche a persone che sono in buona salute».
L’adozione di uno stile di vita attivo dovrebbe essere una norma assoluta per tutti, quindi, il beneficio non si limita ai sofferenti di patologie. Per questi ultimi, ovviamente, è consigliata comunque attenzione, assolutamente non si vuol dire che dette “prescrizioni green” possano in alcun modo sostituire le medicine convenzionali, prendendo il posto di terapie e cure per patologie croniche. Queste attività sono azioni coadiuvanti ai trattamenti, devono essere intese come uno strumento di aiuto e complementare.

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