Il futuro spaventa: crescono le incertezze e la paura del domani tra i più giovani

Giovani e pessimisti: tante sono le paure e preoccupazioni che affliggono adolescenti e ragazzi; dal timore di non trovare un lavoro a quello di un possibile fallimento. Ansie generate dalla costante sensazione di non aver raggiunto nessun obiettivo.

di Francesca Gentile

Viene definita dagli inglesi “Quarter-life crisis”, una fase che ricade intorno ai 25 anni, caratterizzata da ansia da prestazione, senso di soffocamento e, nei casi più gravi, depressione.

Secondo Meredith Goldstein, editorialista di consulenza e reporter di intrattenimento per “The Boston Globe”,  la crisi si manifesta dopo i vent’anni, dopo essere entrati nel “mondo reale“. La crisi del quarto di vita è simile alla crisi di mezz’età e altri periodi di difficoltà di crescita personale individuati prima dei 50 anni.

Le cause della crisi sono da cercare essenzialmente nell’ambito lavorativo ed affettivo. Ma talvolta il motivo principale è lo stress causato dallo studio e dall’ottenimento della licenza di Scuola superiore, che provoca molta incertezza e paura di fare scelte sbagliate, come quella dell’università.

La rilevanza, anche clinica, della crisi del quarto di secolo, appare in aumento nelle generazioni che affrontano questo periodo all’inizio del XXI Secolo, almeno nel mondo occidentale. I cosiddetti millennials vengono anche definiti Generazione boomerang o Generazione Peter Pan, a causa del ritardo nell’elaborazione di alcuni riti di passaggio verso l’età adulta rispetto alle generazioni precedenti. Diversi fattori contribuiscono a questa tendenza, tra cui la crisi economica, la difficoltà a trovare una collocazione nel mondo del lavoro, la fluidità delle relazioni interpersonali, e il fatto che le regole sociali e i valori siano sempre più sfumati; a questi aspetti si aggiunge anche la situazione di disagio creata dalla pandemia, che negli ultimi due anni ha ridotto drasticamente i rapporti sociali, causando un crescente stato di depressione e di disturbi del comportamento tra i più giovani.

Tre adolescenti italiani su dieci sono spaventati dal futuro, proprio perché percepiscono intorno a loro troppe incertezze, non sanno come andranno le cose, vedono il futuro instabile e non sono in grado di immaginarlo. Si sentono disorientati, sfiduciati dal loro percorso scolastico o universitario ed elaborano una profonda ansia e timore di sbagliare;  una delle difficoltà maggiori è rappresentata dal dover decidere cosa fare per il proprio futuro.

Una volta risolti i problemi causati dalla crisi, la ripresa personale di carattere psicologico risulta più lenta per la fascia di età che va da 40 a 44 anni.